Foibe, Zelli: "A Vetralla un convegno negazionista organizzato dal Comune"
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VETRALLA - Convegno organizzato dal Comune finisce nel mirino per impostazione negazionista sulle foibe. La denuncia arriva da Giulio Zelli Menegali di Fratelli d'Italia Vetralla. 

VETRALLA – Convegno organizzato dal Comune finisce nel mirino per impostazione negazionista sulle foibe. La denuncia arriva da Giulio Zelli Menegali di Fratelli d’Italia Vetralla. 

“Evidentemente non sono bastate le illuminate parole del nostro Presidente della Repubblica, che invitava ad una seria e profonda presa di coscienza su quella che è una sventurata pagina della recente storia italiana e il convegno organizzato dal comune di Vetralla si trasforma in una di quelle deplorevoli sacche di negazionismo militante. Secondo il moderatore dell’evento prof. Stefano Grego l’esodo istriano-dalmata fu la logica conseguenza dell’assegnazione di quelle terre, a fine guerra, ai legittimi proprietari, ossia gli jugoslavi e il conseguente spostamento dell’elemento italiano, dimenticando che sia geograficamente, culturalmente e storicamente sono sempre state italiane.

L’apoteosi si raggiunge quando viene dichiarato da uno degli invitati al convegno che le vittime delle foibe, termine questo rigorosamente e scientemente evitato, sono incidentali al conflitto fra nazisti e truppe del Movimento di Liberazione Nazionale Jugoslavo (quindi nessun partigiano comunista).

Certamente non ci si poteva aspettare nulla di diverso da questa amministrazione che già lo scorso anno per bocca dell’assessore Postiglioni aveva definito le foibe ‘una conseguenza di quello che hanno fatto gli italiani’, dichiarazioni avvenute dopo la votazione contraria in Consiglio Comunale alle giornata del ricordo. Quest’anno è stata la volta dell’assessore Anna Maria Palombi che ha organizzato per il giorno del ricordo questo convegno di chiaro stampo negazionista escludendo, tra l’altro, gli esponenti del Comitato 10 febbraio che, insieme alle associazioni degli esuli istriani-giuliano-dalmati, sicuramente avrebbero avuto ben ragione di essere inseriti fra i relatori, soprattutto alla luce delle parole del Presidente Mattarella, promotore di una più seria e profonda presa di coscienza dei fatti che caratterizzarono le terre del nord-est italiano nell’immediato dopoguerra”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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