Flavia Facchinetti è la coordinatrice della federazione provinciale Giovani Democratici
flavia
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Sabato si è svolta l’assemblea fondativa della federazione provinciale dei Giovani Democratici di Viterbo. La nuova coordinatrice è Flavia Facchinetti, studentessa di Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma Tre nata e cresciuta a Viterbo da tempo impegnata nell’associazionismo e nel volontariato.

Sabato si è svolta l’assemblea fondativa della federazione provinciale dei Giovani Democratici di Viterbo. La nuova coordinatrice è Flavia Facchinetti, studentessa di Giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma Tre nata e cresciuta a Viterbo da tempo impegnata nell’associazionismo e nel volontariato.

Hanno partecipato all’assemblea il consigliere regionale, Enrico Panunzi; la segretaria del Partito Democratico dell’Unione comunale di Viterbo, Martina Minchella; il consigliere provinciale e Sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi; il Segretario regionale dei Giovani Democratici, Luca Fantini e realtà associative provinciali. 

“Se torneremo ad indignarci, nel senso più costruttivo del termine, lontani dalla mera protesta, in
un’ottica di costruzione comune, potremo provare ad ottenere ciò che in questi anni ci è mancato.
La nostra voglia di partecipare alla vita politica del Paese deve iniziare dalla base, dal nucleo
territoriale a noi più caro, e sento l’assoluta esigenza di far tornare in mano a quanti si definiscano
giovani democratici il compito di lavorare in un’ottica unitaria, con una visione d’insieme che vada a rispondere a quelle necessità sentite ma che restano ancora senza risposta”, afferma Flavia
Facchinetti, neoeletta.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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