Fiume di soldi in arrivo dall'Europa, Zingaretti propone gli Stati Generali del Lazio in autunno e una pax politica
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ROMA - Il governatore Nicola Zingaretti lancia l'idea di un appuntamento organizzativo e programmatico per il territorio regionale in autunno e ipotizza gli Stati Generali del Lazio.

ROMA – Il governatore Nicola Zingaretti lancia l’idea di un appuntamento organizzativo e programmatico per il territorio regionale in autunno e ipotizza gli Stati Generali del Lazio.

“La maggioranza è disponibile a fare una discussione in Consiglio. Ma anche, anche sotto la guida del Consiglio, un grande appuntamento a settembre o ottobre che sia una sorta di Stati generali del Lazio. Un appuntamento in cui apriamo un confronto con territori, sindaci e imprenditori. Cioè i grandi player nazionali che sono qui”. Le parole utilizzate dal presidente durante un intervento in Consiglio Regionale.

Parla di una fase nuova e cruciale che si apre e che va programmata in vista dell’arrivo dei sostegni europei alla ripartenza: “Si apre una fase straordinariamente delicata. Questo perché avremo l’inizio del nuovo settennato europeo, con 6 miliardi di nuova programmazione. Poi il ricalcolo di quella vecchia, l’arrivo sui territori dei soldi delle opere pubbliche. Ed anche ciò che deve arrivare nel Lazio del Recovery plan e del Mes in termini sanitari”.

Discutere, programmare e pianificare sono le parole d’ordine messe al centro da Zingaretti che punta a un coinvolgimento, si vedrà poi di che tipo, delle opposizioni. Già nella giornata di ieri ci sono state le parole di apertura del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Simeone. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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