Fioroni shock: "Il brigatista Morucci era del Sisde, ho le carte"
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Durante un'udienza della commissione Moro, presieduta dal parlamentare viterbese Giuseppe Fioroni, emerge una rivelazione importante: il brigatista Valerio Morucci era del Sisde. 


Durante un’udienza della commissione Moro, presieduta dal parlamentare viterbese Giuseppe Fioroni, emerge una rivelazione importante: il brigatista Valerio Morucci era del Sisde. 

La notizia viene riportata sul quotidiano ‘Il Dubbio’ del 21 settembre, in un articolo a firma della giornalista Greta Marchesi. E su Il Dubbio leggiamo una dichiarazione dell’onorevole Fioroni, durante l’udienza in commissione: “Ho le carte dei servizi che dimostrano la sua (riferito a Morucci n.d.r.) collaborazione nel 1990. 

Un fatto importante, emerso durante la terza audizione di Adriana Faranda, ex brigatista pentita ed ex compagna proprio di Morucci. E proprio durante l’audizione Faranda è stata incalzata da Fioroni: “Il Sisde, con cui Valerio Morucci collaborava a quel tempo, gli chiese che cosa pensasse del ritrovamento in via Montenevoso delle fotocopie del memoriale Moro, nel 1990”.

Riporta Il Dubbio che la reazione della Faranda è stata di grande stupore: “Valerio collaborava con il Sisde? E’ una cosa che detta così mi lascia sgomenta. Forse gli avranno chiesto una consulenza”. 

Il Dubbio poi continua: alla domanda se i servizi segreti ebbero contatti anche con lei, la brigatista ha risposto in mondo ambiguo: “Imposimato mi fece incontrare due funzionari del Sisde, ma io rifiutai di proseguire il rapporto. Uno di loro mi disse che aveva fatto perquisire casa mia”. 

Fioroni – riporta sempre Il Dubbio -, in seguito, torna sul tema: “Morucci, parlando in qualità di collaboratore del Sisde, si disse non sicuro che Gallinari avesse distrutto gli originali delle lettere e dei documenti di Moro, Morucci non vedeva ragione per distruggere quelle carte”. L’audizione di Faranda è servita anche a mettere in luce i suoi rapporti con il nucleo storico delle Br. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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