Fioroni nume tutelare dell'amministrazione Michelini

In parecchi hanno notato la forte presenza dell'onorevole Giuseppe Fioroni agli ultimi eventi viterbesi. E' stato visto a tutti gli appuntamenti più importanti che nelle ultime settimane hanno scandito l'agenda cittadina.
In parecchi hanno notato la forte presenza dell’onorevole Giuseppe Fioroni agli ultimi eventi viterbesi. E’ stato visto a tutti gli appuntamenti più importanti che nelle ultime settimane hanno scandito l’agenda cittadina. Tanto che già c’è chi vede un futuro comunale nel segno di Fioroni, magari anche con una sua presenza diretta e in prima fila.
E il big della politica viterbese è sicuramente punto di riferimento importante per l’attuale sindaco. Confermando il detto della Viterbo degli ultimi decenni “non si muove foglia che Fioroni non voglia”.
Fotomontaggio: ideazione Roberto Pomi, realizzazione grafica Luca Appia
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















