Crisi Pd, Fioroni: “I moderati e riformisti possono fare la differenza”
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Giuseppe Fioroni critica i compagni di Partito che avrebbero preferito un Pd a vocazione maggioritaria anziché cercare alleanze: “Abbiamo bisogno di tutti – ha detto – dai MoRi alla sinistra”. Tutti, secondo le parole dell’on.

Si riapre la crisi nel Pd Giuseppe Fioroni critica i compagni di Partito che avrebbero preferito un Pd a vocazione maggioritaria anziché cercare alleanze: “Abbiamo bisogno di tutti – ha detto – dai MoRi alla sinistra”. Tutti, secondo le parole dell’on. Fioroni riportate dal Corriere di Viterbo “devono avere pari dignità e rispetto”. Il risultato delle elezioni di Tarquinia ha lasciato il segno e la sconfitta del Partito Democratico è indiscutibile e riapre lo scontro tra le fazioni anche in vista dei congressi che riaccenderanno la battaglia. Se non la faida.

Tarquinia però è il Comune di Renato Bacciardi, candidato dei MoRi, movimento considerato da molti opinionisti vicino all’ex sindaco di Viterbo, alleato con parte di Forza Italia e contro quello del Partito Democratico. “A Tarquinia – ancora Fioroni – sono stati distrutti 10 anni di centrosinistra a pochi mesi dal voto con qualche superficialità”.

E proprio lì a Tarquinia il Pd ha perso un migliaio di voti. Un fatto che fa storcere il naso a tanti. Accuse che però è lo stesso Fioroni a rigettare. “La mia attenzione per i MoRi è stata accusata di perseguire interessi di parte o prospettive personali. Purtroppo la politica impone di guardare avanti e cogliere il segno dei tempi. I moderati e riformisti rappresenteranno il soggetto che può fare la differenza”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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