Fioroni in bilico sulla ricandidatura in Parlamento, è tutto nelle mani di Renzi
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Gli Stati Generali La Fune
Ce la farà ancora una volta o l'esperienza parlamentare del big viterbese Giuseppe Fioroni dovrà considerarsi al capolinea? Effettivamente è questa una delle domande, sul piano della cronaca politica, più significativa delle ultime ore in terra di Tuscia.

Ce la farà ancora una volta o l’esperienza parlamentare del big viterbese Giuseppe Fioroni dovrà considerarsi al capolinea? Effettivamente è questa una delle domande, sul piano della cronaca politica, più significativa delle ultime ore in terra di Tuscia.

Importante innanzitutto per capire l’immediato ma anche perché potenzialmente densa di ripercussioni anche sul prossimo futuro. Intanto nel quartier generale nazionale del Partito Democratico sono ore di lavoro intenso. La composizione delle liste è un qualcosa che somiglia molto a un rompicapo. Il lavoro lo stanno portando avanti Matteo Renzi, Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato e Matteo Orfini. 

Le indiscrezioni annunciano che il tutto proseguirà per l’intera mattinata di oggi. E vengono indicate le 14 come orario della tanto attesa direzione del partito che dovrà dare il via libera alle candidature. 

In questo momento le certezze sono merce rara. Roba per pochi. Il criterio su cui si fa selezione è in primis la capacità di portare voti. Questo ha fatto scattare via libera a uomini di garanzia come Riccardo Illy in Friuli e Luciano D’Alfonso in Abruzzo. Mentre ha messo a rischio nomi come pesanti come quello di Cesare Damiano e del nostro Giuseppe Fioroni. Anche perché ci sono anche diversi alleati “in fusione” nel Pd da accontentare. 

Il gioco in questo momento è quello dell’equilibrismo: sedare malumori dei territori e frenare le minoranze sul piede di guerra. Poche ore e poi tutti sapranno il loro destino. E da questo a cascata quello di tanti altri. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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