

VITERBO – E’ fatta, l’operazione Macchina di Santa Rosa a Expo finisce qui. Tra la nebbia di Milano ieri mattina si sono avviate le operazioni di smontaggio, concluse poco dopo le 17. Le varie parti di Fiore del Cielo sono state caricate sugli appositi camion, attrezzati per i trasporti speciali, dell’azienda Pe.Pa di Ravenna.
Alle 21 i mezzi sono usciti dall’area che ha ospitato l’esposizione internazionale aprendo il viaggio di ritorno.La creatura di Arturo Vittori è attesa in terra di Tuscia per giovedì mattina. Dopo sei anni di trasporto, la gloria di essere la Macchina del riconoscimento Unesco e l’ingresso nella storia dell’Expo finirà in un capannone.
Tra la polvere e il guano di piccione. Stessa sorte toccata ai “campanili” che l’hanno preceduta. Un triste epilogo, destinato a ripetersi fino a quando non si deciderà di dare corpo veramente al Museo delle Macchine di Santa Rosa.
C’è bisogno per la città di Viterbo di un lavoro su come mettere a frutto al meglio la tradizione del trasporto. Il Museo delle Macchine è certamente un tassello importante in questo cammino. Servono risorse, ma sono possibili tante strade per reperirle. Sempre che la cosa interessi davvero chi siede nelle stanze locali dei bottoni.

















