Fiore del Cielo, è l'ora del ritorno da Expo
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Tra pochi giorni Fiore del Cielo dovrà attraversare di nuovo l'Appennino per fare ritorno in patria. Per sei mesi ha svettato tra i padiglioni dell'Expo 2015. Un'operazione notorietà che nessun altro comune d'Italia può vantare.

Ancora qualche pugno di ore e calerà il sipario su Expo 2015. Un’esposizione internazionale che i viterbesi non dimenticheranno. Là tra i padiglioni di tanti Paesi del mondo ha svettato per sei mesi la bianca Fiore del Cielo. Ha segnato la skyline di Rho, visibile da diverse terrazze e dal decumano.

La creatura di Arturo Vittori è stata tappa obbligata per la gente di Tuscia in visita a Milano. Sabato i cancelli di Expo saranno chiusi, potranno varcarli solo gli addetti allo smontaggio del tutto. Tra questi anche gli uomini della ditta Ciorba, chiamati a ripetere all’inverso quanto già fatto lo scorso 20 aprile.

Erano le 22 quando la Macchina lasciò il capannone sulla Tuscanese e sui mezzi della ditta Pepa di Ravenna, leader nei trasporti speciali, ha varcato gli Appennini e attraversato la Pianura Padana. 36 ore di viaggio che dovranno essere ripetute rotolando verso Sud.

Tra Comune di Viterbo e l’organizzazione di Expo è in corso un fitto carteggio in queste ore per predisporre le operazioni di smontaggio. “Non c’è una data fissata per il rientro – precisa l’assessore Barelli, che conferma di essere al lavoro per il corretto svolgimento del tutto -“. Ombretta Ciorba dichiara di essere pronta al lavoro e di essere in attesa di comunicazioni da Palazzo dei Priori.

Fiore del Cielo potrebbe essere esposta in piazza a Natale, almeno sarebbero queste le intenzioni dell’amministrazione Michelini. Anche se non è ancora chiaro se si riuscirà o meno nell’intento. Poi potrà definitivamente congedarsi. Nel medagliere di questa Macchina: sei trasporti, un titolo Unesco, un’esposizione internazionale.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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