Fiore del Cielo a Expo - Insogna/Moltoni: "Michelini riferisca in consiglio"
Insogna
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L'operazione di portare la Macchina di Santa Rosa a Expo sta dividendo l'opinione pubblica viterbese. Alcuni articoli usciti sulla stampa nazionale sono piaciuti poco e c'è chi mette in discussione la bontà di come è stata gestita l'iniziativa.

I consiglieri comunali Sergio Insogna e Francesco Moltoni chiedono al sindaco Leonardo Michelini di riferire in consiglio sull’operazione ‘Fiore del Cielo a Expo’. Chiedono di conoscere costi, strategie, obiettivi e risultati.

L’interrogazione di Insogna e Moltoni

Alla luce di tutte le questioni nate sulla presenza della Macchina di Santa Rosa all‘ Expo di Milano, questioni nate dalle valutazioni negative e ingiuste su questo capolavoro artistico cittadino operato da alcuni giornali di livello nazionale (pensiamo a questo punto troppi) che l’hanno descritta, in sintesi, come una delle cose più brutte dell’Expo; considerato che è stato anche evidenziato il problema della poca affluenza di visitatori registrata nel padiglione dove è situata Fiore del Cielo; preso atto che cittadini viterbesi che sono andati a vedere Fiore del Cielo a Milano contestualmente alla visita dell’Expo sono rimasti delusi e profondamente colpiti dalla desolazione che circonda la Macchina di Santa Rosa; sollecitati anche da numerosi commenti di altri cittadini viterbesi che reputano inadeguata e inopportuna la presenza del campanile che cammina; partendo dalla considerazione che la buona volontà e la buona intenzione dell’amministrazione era quella di pubblicizzare l’evento Trasporto Macchina S.Rosa e conseguentemente anche di promuovere turisticamente la città di Viterbo; visto che tale investimento è costato alle casse comunali decine e decine di migliaia di euro (chi dice 70.000 e chi dice 90.000 ).

Alla luce di queste ed altre considerazioni ci sentiamo in dovere di chiedere al sindaco di riferire in Consiglio Comunale, il primo della prossima calendarizzazione, circa la reale situazione afferente la presenza della Macchina a Milano, chiarendo tutti gli aspetti logistici, organizzativi, economici e promozionali e i vantaggi concreti e tangibili previsti dall’amministrazione.

Possiamo dire che se la Macchina di Santa Rosa risultasse essere un accessorio del ristorante italiano dell’imprenditore Farinetti, oppure confusa con opere d’arti di vario tipo e vario genere, o ubicata in un posto decentrato e di poco passaggio, personalmente non gradiremmo tale situazione, è chiaro che in queste condizioni l’obiettivo di fare comprendere a chi non lo sa tutto il valore storico, culturale, religioso e tradizionale del trasporto, e di conseguenza far sorgere nei visitatori dell’Expo il desiderio e la curiosità di venire a vedere a Viterbo il trasporto dal vivo, risulterebbe impresa ardua e di difficile raggiungimento, anzi potrebbe risultare un grave danno per l’immagine della città, per il trasporto stesso, per la tradizione secolare e per tutta la passione che noi viterbesi nutriamo per lei.

Crediamo fermamente che la devozione, la magia, la suggestione, il fascino e le emozioni che ti suscita il trasporto possano essere pienamente e unicamente vissute a Viterbo, nel contesto naturale del trasporto percorrendo le vie e le piazze del nostro centro storico, tra una folla enorme, commossa e stupefatta dall’impresa che compiono i facchini di Santa Rosa.

Le chiediamo signor sindaco senza alcuna ombra di polemica o strumentalizzazione di chiarire al consiglio comunale e alla città intera come stanno le cose, lei è il primo cittadino e come tale deve difendere per primo la onorabilità e il valore unico mondiale del trasporto (riconoscimento UNESCO) e della città di Viterbo, con tutti i mezzi e gli strumenti necessari, avendo lei per primo garantito la giusta valorizzazione e ubicazione sul posto di Fiore del Cielo.

A noi consiglieri comunali ci possono dividere questioni politiche e amministrative, ma c’è un evento che ci unisce, che unisce tutta la città e che tutti sentiamo come punto di profondo onore e orgoglio cittadino, e di grande valore religioso, questo evento inimitabile è il trasporto della Macchina di Santa Rosa effettuato dai facchini di Santa Rosa, i quali storicamente sono tutti di un sentimento.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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