
VITERBO – “Tolleranza zero”, questa l’espressione più gettonata tra i sindaci del Viterbese. Non ne possono più di vedere persone, troppe, in strada.
In queste ore la stretta. Tarquinia ha chiuso il mare e vietato l’attività sportiva all’aperto. Stessa azione a Caprarola. A Tuscania Fabio Bartolacci sta lanciando appelli disperati ai cittadini, poche ore fa un nuovo messaggio con al fianco il comandante dei vigili Luana Brachino.
Di questi minuti l’intervento duro del sindaco del capoluogo Giovanni Arena: “Uscite solo per fare la spesa una volta a settimana”. Tutti hanno annunciato controlli serrati e zero tolleranza. Chi viene trovato fuori casa e non ha un valido motivo, come previsto dal decreto, viene multato e denunciato all’autorità giudiziaria.
Il nervosismo cresce con il passare dei giorni e con l’aumento della conta dei contagi anche sul territorio provinciale. Negli occhi le immagini di Bergamo e della Lombardia. Il virus sta circolando anche sul territorio viterbese e se non viene soffocato rimanendo a casa il rischio di finire male è alto.
Chi è a capo della catena di comando lo capisce bene, meno le persone comuni. Stamattina forte appello anche del vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte: “Non è un gioco, evitiamo la Lombardia. State a casa”.
I comportamenti irresponsabili rappresentano dei buchi nel contenimento del contagio. Questo, oltre a esporre al rischio di morte le persone, non fa altro che allungare i tempi della quarantena per i cittadini che rispettano le regole. E al tempo stesso è un comportamento che allunga i tempi di ritorno alla normalità e quindi al lavoro. Cosa che avrà un peso nelle casse di aziende e attività commerciali. Più sarà lunga questa crisi e più aumenta il rischio che alcuni non riusciranno a riprendersi.
C’è chi in questa situazione inizia a comportasi da sceriffo, comportamento deprecabile. Però la tensione inizia a essere alta e in pochi dimostrano di avere compreso gli insegnamenti di Wuhan.


















