Fine dell'emergenza Covid19 per Villa Letizia a Tarquinia
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TARQUINIA- Fine dell'emergenza sanitaria da contagio Covid19 per la casa di riposo Villa Letizia, tutto è pronto per ripartire in sicurezza

TARQUINIA- Dopo poco più di mese di emergenza sanitaria da contagio Covid19, la casa di riposo Villa Letizia di
Tarquinia riprende la sua attività.
Con oltre due anni a servizio del benessere dell’anziano, la struttura è fulcro importante di soggiorni
residenziali e semiresidenziali per la terza età con proposte sempre nuove di attività e rinserimento
dell’Ospite nel tessuto sociale di provenienza.
Dopo oltre un anno e mezzo senza contagi, Villa Letizia ha dovuto fronteggiare, lo scorso novembre,
un consistente focolaio di Covid19 con contagi sia per gli Ospiti che per il personale che si è risolto
dopo circa un mese dalla scoperta del primo caso all’interno della struttura. Ogni attività di
contenimento è stata egregiamente monitorata dal servizio Sisp della Asl di Viterbo che ha, fin dal
primo giorno, traghettato il personale e la direzione verso la fine del periodo di emergenza. Gli
operatori socio sanitari della struttura, spinti dalla passione e dalla dedizione al proprio lavoro, hanno
deciso in totale e completa autonomia di restare all’interno della casa di riposo per assistere giorno e
notte gli anziani isolati all’interno della struttura fornendo il proprio servizio h24. La proprietà e la
direzione hanno messo loro a disposizione tutti gli strumenti necessari per lavorare in sicurezza.
Gli Ospiti sintomatici sono stati sottoposti, nei primissimi giorni, alla terapia con farmaci monoclonali
a domicilio, facendo di Villa Letizia una delle prime strutture nel Lazio ad utilizzare questo tipo di
terapia direttamente all’interno dei reparti della struttura e non in ospedale. Le squadre mediche e
infermieristiche della Asl di Viterbo, hanno continuato anche nei giorni a seguire, a monitorare lo
stato di salute di tutti gli Ospiti intervenendo prontamente in casi più critici e con maggiore bisogno
di assistenza.
Tutti gli Ospiti hanno risposto bene alle terapie e già dopo una settimana, più della metà erano negativi
e hanno potuto lasciare il primo piano della struttura organizzato come un reparto Covid ospedaliero.
I successivi tamponi hanno portato, man mano, alla fine dell’emergenza e al ripristino della normalità
che in strutture come Villa Letizia sono buon fondamento del vivere.
Questa esperienza così forte e a tratti opprimente, ha portato tutta la struttura, Ospiti, operatori,
direzione, cuochi, addetti alle pulizie, a cementare ancora di più il rapporto che si crea all’interno di
luoghi spesso non del tutto compresi dall’esterno e ha rafforzato la convinzione che per combattere
questo virus, è necessario prendere ogni minima accortezza e scrupolo per evitare il contagio. Tutto
lo staff di Villa Letizia ha ripreso la normale attività già da qualche giorno rafforzando le buone
pratiche di contenimento come il distanziamento, l’uso della mascherina e tutte quelle prescrizioni
che hanno riportato la normalità all’interno della casa di riposo

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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