Filippo Rossi vuole ballare il valzer delle comunali con Chiara Frontini
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"Chiara Frontini ti faccio una proposta". Una lettera "d'amorosi intenti" politici. Nel ruolo dello scrivente Filippo Rossi, mister Caffeina. Destinatario Chiara Frontini, senorita Viterbo2020. 

“Chiara Frontini ti faccio una proposta”. Una lettera “d’amorosi intenti” politici. Nel ruolo dello scrivente Filippo Rossi, mister Caffeina. Destinatario Chiara Frontini, senorita Viterbo2020. 

“Facciamo entrambi un passo indietro e scegliamo un candidato sindaco civico in grado di arrivare sicuramente al ballottaggio”. Questa la proposta. Schietta, quasi sfacciata. Perché non si chiede a una signora, soprattutto se così incaponita, di rinunciare al sogno favoloso di diventare non principessa ma sindaco.

“Io sono pronto – continua Rossi – e sono pronto a dirti che non voglio posti o poltrone. Vogliamo cambiare la città? Io cisto! Io sono da sempre convinto che le nostre proposte civiche sono complementari e non contrastanti. Noi saremmo alleati naturali. Io lo so. E sono convinto che anche tu lo sai. Prova ad avere il coraggio di fare un passo indietro e cambiamo la città insieme”. 

Prove tecniche di polo civico, che non è così scontato vedere andare a vuoto. Così come non è scontato che nello stagno che si sta creando non possa uscire fuori qualche ulteriore sorpresa. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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