Filippo Rossi: "San Martino può diventare la Pienza del Lazio"
Rossi
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"San Martino può diventare la Pienza del Lazio". Così Filippo Rossi. La campagna elettorale entra nel vivo e il leader di Viva Viterbo si sta cucendo addosso l'immagine del visionario, capace di rilanciare la città.

“San Martino può diventare la Pienza del Lazio”. Così Filippo Rossi. La campagna elettorale entra nel vivo e il leader di Viva Viterbo si sta cucendo addosso l’immagine del visionario, capace di rilanciare la città.

Così indica strade possibili. “San Martino ha tutte le caratteristiche per diventare la Pienza del Lazio. L’impegno del Comune di Viterbo deve essere quello di considerarla una possibile meta turistica autonoma dal resto della città (lo stesso vale per Bagnaia e Villa Lante). La prima cosa? Un grande evento musicale organizzato dal Comune capace di riportare l’attenzione sulla nostra “città ideale” di rilanciare il “marchio” San Martino in tutta Italia. E come Pienza, potrebbe gradualmente diventare la nostra vetrina sul mondo della nostra enogastronomia: immagino una sorta di fiera delle fiere che possa attrarre decine di migliaia di turisti”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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