Filippo Rossi prepara un camper per girare la città, quartiere dopo quartiere, e fare rotta sul ballottaggio
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"Io non sono come gli altri, ora o mai più". Questo il "grido di battaglia" del candidato sindaco di Viva Viterbo e Area Civica.  "Gli ultimi giorni di campagna elettorale girerò per tutta Viterbo su questo camper che mi hanno prestato. Un modo per parlare con voi, rispondere alle vostre domande, prendere un caffè insieme". Questa la strategia per i giorni più intensi della campagna elettorale, gli ultimi che ci separano dal 10 giugno.

“Io non sono come gli altri, ora o mai più”. Questo il “grido di battaglia” del candidato sindaco di Viva Viterbo e Area Civica.  “Gli ultimi giorni di campagna elettorale girerò per tutta Viterbo su questo camper che mi hanno prestato. Un modo per parlare con voi, rispondere alle vostre domande, prendere un caffè insieme”. Questa la strategia per i giorni più intensi della campagna elettorale, gli ultimi che ci separano dal 10 giugno.

Rossi può giocarsi la partita per Palazzo dei Priori e l’arrivo al ballottaggio lo metterebbe nella condizione anche di poterla spuntare. Lo stato di salute dei partiti infatti apre spazi al civismo, considerando che il Movimento Cinque Stelle locale non appare in forma smagliante. A sinistra il Pd di fatto è una roba che esiste quasi in maniera residuale, sfondato dalle liti e spaccature interne. Sul centrodestra pesano diverse tare: tanti uomini del passato già affossati dalle urne, un sindaco che miete molti scettici e, specie per Forza Italia, un vento elettorale sondaggisticamente non buono. 

Così Rossi ci crede, sogna, spera. Ha portato avanti una campagna di comunicazione visiva dignitosa. Buona la presenza di manifesti e 6×3, già dai tempi in cui gli altri erano persi nelle “liti dell’oca” per la scelta del candidato sindaco. Il candidato sta girando la città, battendo quartieri e frazioni. Insieme a Chiara Frontini è una delle possibili sorprese di queste elezioni 2018. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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