Filippo Rossi getta la spugna: "Persa la mia scommessa per cambiare Viterbo, è colpa mia"

Dopo poco la mezzanotte Filippo Rossi getta la spugna. A circa un'ora dall'inizio delle operazioni di spoglio su tutti i seggi della città i primi dati che arrivano sono sufficienti a capire che il candidato di Viva Viterbo e Area Civica non può farcela a raggiungere il traguardo del ballottaggio.
Dopo poco la mezzanotte Filippo Rossi getta la spugna. A circa un’ora dall’inizio delle operazioni di spoglio su tutti i seggi della città i primi dati che arrivano sono sufficienti a capire che il candidato di Viva Viterbo e Area Civica non può farcela a raggiungere il traguardo del ballottaggio.
E’ lo stesso Rossi a scrivere la parola fine al sogno. Affida i suoi pensieri a Facebook, con un post: “Ho perso la mia scommessa per cambiare Viterbo. E’ colpa mia. Grazie a chi ha creduto in me”.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















