Filippo Rossi: "Io, travolto dalle macerie di Michelini. Continuerò a fare Caffeina, al primo consiglio mi dimetto"
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"Il voto è vischioso", inquadra così la situazione delle amministrative il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Lui a intervistare Filippo Rossi, aspirante sindaco di Viterbo stoppato al primo turno. 

“Il voto è vischioso”, inquadra così la situazione delle amministrative il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. Lui a intervistare Filippo Rossi, aspirante sindaco di Viterbo stoppato al primo turno. 

Sul palco del Teatro Caffeina l’analisi del voto. “Io non mollo”, il messaggio che il numero uno di Viva Viterbo e Area Civica ha voluto lanciare. La sua è stata una scommessa con la città. “La città non ha risposto e ne prendo atto. Sono convinto che consenso e affetto che gira intorno a Filippo Rossi, Caffeina e tutto quanto abbiamo fatto sia sopra all’8%”. L’inquadratura data da Rossi. 

Ripercorre le cose fatte in città in questi anni. “Sono tanti i viterbesi che sperano nel cambiamento di questa città. Io sono uno di quelli e come me ce ne sono tanti, più dell’8%”. Persi 1400 voti rispetto al 2013, dal 12% all’8%. “Sono stato sotterrato dalle macerie di Michelini anche io”. Così commenta Rossi. 

Un’ora di incontro, di dialogo con i cittadini. “Continuerò a fare Caffeina e cose in questa città, al primo consiglio comunale mi dimetto”, il messaggio chiaro lanciato. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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