
VITERBO – Filippo Rossi, l’uomo-simbolo di Caffeina, dal suo profilo Facebook, risponde agli attacchi mediatici:
“Come vedete non parlo più di Viterbo. Troppe le delusioni a tutto campo che mi ha dato questa meravigliosa città. Quasi tutte dovute a mie errori
Una cosa voglio dirla, però. Io non scappo. Io lavoro per cercare di fare quel che bisogna fare.
Solo pochi mesi fa ho fatto due incontri in teatro in cui ho cercato di spiegare situazioni e prospettive. E ho detto tutto quello che c’era da dire, debiti compresi. E se ci sono dei debiti è indubbio che ci sono persone che devono avere dei soldi. Quindi non capisco la sorpresa, le polemiche, gli attacchi su cose che ho candidamente ammesso.
C’è gente che sta facendo un casino senza fine per non aver ancora avuto il cinque per cento delle fatture che aveva emesso. Giusto? Giusto. Legittimo? Certo. Ma io non ho mai negato i problemi, anzi.
Per dire, solo a dicembre (non ero ancora io presidente) la fondazione ha pagato decine di migliaia di euro per un decreto ingiuntivo. E continuiamo così. Perché io non scappo. E cerco di fare quel che c’è da fare, in silenzio.
Poi è arrivato il Covid che ha bloccato tutto. Che ha bloccato anche una grande donazione che doveva arrivare e che invece non arriverà. Non avrebbe risolto tutti i problemi ma avrebbe dato una grande mano.
Anche in questi giorni Caffeina sta cercando risorse per fare il possibile. E lo farà. E cercherò di fare anche l’impossibile.
Con questo, chiudo qua. Anzi no, un’ultima cosa. Mi piange il cuore non vedere il Festival a Viterbo. Ma davvero, erano anni che ripetevo la stessa cosa: quel festival non reggeva senza l’aiuto di tutta la città.
Ma quell’aiuto non è mai arrivato se non con eccezioni che mi rimarranno nel cuore.
Grazie a tutti e scusatemi per tutto quello che ho fatto”.


















