Filippo Rossi: "Io non mollo". Alle 19 incontro di analisi al Teatro Caffeina
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Gli Stati Generali La Fune
Filippo Rossi ha sognato di andare al ballottaggio, vincere e portare la sua visione di Viterbo al Palazzo dei Priori. E' caduto, con un risultato lontano da quello immaginato. Oggi, mercoledì 13 giugno, alle 19 riparte con un appuntamento, rivolto ai viterbesi, al Teatro Caffeina.

Filippo Rossi ha sognato di andare al ballottaggio, vincere e portare la sua visione di Viterbo al Palazzo dei Priori. E’ caduto, con un risultato lontano da quello immaginato. Oggi, mercoledì 13 giugno, alle 19 riparte con un appuntamento, rivolto ai viterbesi, al Teatro Caffeina.

“Io non mollo” è il titolo che Rossi ha voluto dare all’evento. Il fondatore di Caffeina promette di tirare fuori tutto, a partire dai retroscena fino ad arrivare alle prospettive del suo impegno per la città che “certo non finisce qui”.

Non ha voglia di parlare. “Sono ore di riflessione, in cui ho bisogno di analizzare quanto accaduto”, taglia corto il candidato di Viva Viterbo e Area Civica.

2640 voti come sindaco, 595 in più rispetto a quelli portati dalle liste. Liste che hanno tirato fino a 1301 preferenze quella storica e si è fermata a 744 l’altra. Rossi ha totalizzato l’8,15% del consenso. Nel 2013 era andato oltre con 3245 voti e il 9,49%. “Ho perso la mia scommessa per cambiare Viterbo. E’ colpa mia, grazie a chi ha creduto in me”, il commento affidato ai social con cui già domenica sera, poco dopo la mezzanotte, Rossi ha scelto di commentare il mancato approdo al ballottaggio. “Parlerò all’incontro– continua -. Evidentemente sono molto meno credibile di altri. Dopo questo risultato per me nulla sarà come prima, perché per Viterbo io ho rinunciato a tanto, troppo. Non servirà impegnarsi in questo modo ancora. La colpa è la mia e le decisioni saranno le mie. E non saranno facili. In bocca al lupo a chi vincerà. Vedremo cosa saprà fare per Viterbo”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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