Filippo Rossi: "Il futuro della città è nelle mani dei viterbesi e non nelle segreterie di partito"
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"I partiti politici viterbesi stanno dando uno spettacolo squallido, uno spettacolo che dimostra quanto non abbiano a cuore il futuro della città". La stilettata di Filippo Rossi, candidato sindaco per le liste Viva Viterbo e Area Civica.

“I partiti politici viterbesi stanno dando uno spettacolo squallido, uno spettacolo che dimostra quanto non abbiano a cuore il futuro della città”. La stilettata di Filippo Rossi, candidato sindaco per le liste Viva Viterbo e Area Civica.

“Chiusi in se stessi, i loro pensieri vanno solo ai loro interessi particolari – continua -. Ogni loro dichiarazione è un pugno nello stomaco a chi vuole la crescita di Viterbo”.

Il leader di Viva Viterbo ne ha per tutti: “Il Pd di Fioroni, dopo l’assoluto fallimento del tandem Michelini-Ciambella, oggi ha come unico obiettivo quello di piazzare in consiglio “qualcuno dei suoi”. Viterbo e i viterbesi? Non esistono, come non sono esistiti (è sotto gli occhi di tutti) in tutti questi anni. Dall’altra parte il centrodestra si commenta da solo: così spaccato che, anche se riuscisse a vincere, non riuscirebbe mai a governare un qualsiasi processo di sviluppo della città. L’unico loro obiettivo è quello di spartirsi poltrone di sindaco e assessori in una logica di “rivincita” che non ha nulla a che vedere con il bene della città”.

“È per questo che al loro individualismo partitico abbiamo contrapposto un “patriottismo civico” che pone al centro dell’azione politica il futuro della città, la crescita economica, e il lavoro per i nostri ragazzi – conclude Rossi -. Con Viva Viterbo e Area Civica stiamo lavorando a una grande vittoria di tutti quei viterbesi che hanno capito che il futuro, oggi, è davvero nelle loro mani e non nelle segreterie di partiti che non hanno fatto altro che portate Viterbo nella condizione attuale”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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