Filippo Rossi e l'idea di candidarsi sindaco di Viterbo. Sui social lanciato un sondaggio
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C'era una volta la cena del Richiastro. La cena di quello che con La Fune abbiamo battezzato come Centrodestra 1. Poi il definirsi sullo scacchiere cittadino di quello che abbiamo chiamato Centrodestra 2, quindi una grande confusione e la decisione di non toccare più i pezzi (delle comunali di Viterbo) per evitare di mandare in frantumi tutto.

di Roberto Pomi

C’era una volta la cena del Richiastro. La cena di quello che con La Fune abbiamo battezzato come Centrodestra 1. Poi il definirsi sullo scacchiere cittadino di quello che abbiamo chiamato Centrodestra 2, quindi una grande confusione e la decisione di non toccare più i pezzi (delle comunali di Viterbo) per evitare di mandare in frantumi tutto.

A bloccare il tempo l’indecisioni nella compagine del centrodestra sulle regionali del Lazio. E così tutto è rimasto sospeso, facendo però innervosire più di qualcuno. Tra i commensali della cena del Richiastro anche Filippo Rossi, già candidato sindaco nel 2013 e poi alleato al ballottaggio con il centrosinistra di Leonardo Michelini.

L’idea di quella cena era incontrarsi tutti (o quasi) e iniziare un cammino di vicinanza. Tirare quindi fuori una prospettiva della città e infine tentare di individuare il candidato sindaco o con la mediazione politica o con le primarie. Ma l’attesa mette in circolo nuove emozioni e Filippo Rossi ha lanciato in queste ore un sondaggio su Facebook. 

“Voglia di cambiare la città! Secondo voi dovrei candidarmi sindaco?”. Questo quello che chiede Rossi. Si prospetta una corsa in solitaria per Viva Viterbo? 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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