Filiberto Caponi, l'uomo che fotografò un presunto alieno nel '93 torna a parlare da Lubriano
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Nel 1993 divenne una vera e propria star, italiana e mondiale. Ospite in tante trasmissioni di successo dell'epoca e intervistato da re della televisione generalista come Maurizio Costanzo, Giancarlo Magalli, Massimo Giletti e Rita Dalla Chiesa. La sua storia, davvero incredibile, conquistò la cronaca dei giornali nazionali ed esteri.

Nel 1993 divenne una vera e propria star, italiana e mondiale. Ospite in tante trasmissioni di successo dell’epoca e intervistato da re della televisione generalista come Maurizio Costanzo, Giancarlo Magalli, Massimo Giletti e Rita Dalla Chiesa. La sua storia, davvero incredibile, conquistò la cronaca dei giornali nazionali ed esteri.

Stiamo parlando di Filiberto Caponi e dei suoi scatti in Polaroid di uno strano essere, raccontato come un alieno precipitato. Caponi torna a parlare di quella intrigata vicenda, che lo ha visto anche indagato da diverse procure della Repubblica con l’accusa di diffusione di notizie false disturbanti per la quiete pubblica, nella Tuscia. L’appuntamento è per sabato 29 ottobre a Lubriano, ore 17, presso il Teatro dei Calanchi. Per l’occasione sarà intervistato da Osvaldo Garigi. L’incontro, a pagamento (5 euro), ha lo scopo di raccogliere fondi a favore della popolazione di Pretare di Arquata del Tronto, la cui popolazione è stata colpita dal terremoto del 24 agosto scorso.

Correva l’anno 1993 e il 23enne Caponi, all’epoca ceramista di Pretare di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), fu protagonista di una serie di sconcertanti incontri ravvicinati con un “essere” di sembianze non umane. Così almeno lui raccontò. Il fatto nuovo di questo avvistamento alieno fu rappresentato da un’impressione documentazione fotografica. Così il caso fece il giro del globo, attirando grande attenzione.

Caponi avrebbe avuto ben cinque incontri ravvicinati del terzo tipo con un extraterrestre. Ci sono migliaia di racconti di questo genere, ma la particolarità del caso Caponi consiste nel fatto che, grazie ad una macchina fotografica, è riuscito a documentare questi incontri con numerose fotografie. Il caso destò molto clamore, al punto di attirare l’attenzione di Giancarlo Magalli che mostrò le foto nella trasmissione “I fatti vostri”. La diffusione della notizia fu tale da richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine per evitare eccessivi allarmismi.

Dalle foto, è possibile vedere una strana e piccola creatura, che sembra boccheggiare dolorante e ferita. La creatura ha due gambe e due braccia e un’altezza di circa 70 cm. E’ priva di orecchie, con gli occhi piccoli e la testa tonda. La pelle sembra spessa e dura di color arancione. Il caso fu studiato accuratamente dal mondo della ufologia che ebbe modo di sottoporre Caponi a numerose domande.

Nel primo incontro, il 9 maggio, Caponi notò una figura che si lamentava, e che gli ricordava un animale, ma scuotendolo notò i piedi e le mani. Secondo il racconto, la creatura si allontanò rapidamente. Durante la notte, Caponi avvertì il lamento della creatura e lo vide, con il padre, allontanarsi. Il caso tuttavia, come detto, fu ritenuto chiuso e, successivamente, Caponi fu sottoposto a procedimento dalle autorità per diffusione di notizie false e turbamento dell’ordine pubblico, ma venne assolto.

Lo stesso Caponi ebbe in seguito modo di raccontare di essere stato contattato da persone in abiti neri, “simile a becchini”, che lo invitarono a smetterla di raccontare questa storia. Negli scorsi anni il Caso Caponi è stato risollevato dalla trasmissione Mediaset Mistero. A distanza di 26 anni dall’accaduto sarà possibile ascoltare a Lubriano questa storia incredibile.

Le foto di Caponi sono state studiate da tantissimi esperti e nessuno ha riscontrato alterazioni delle immagini. C’è chi ha ipotizzato che l’essere immortalato in realtà sia un fantoccio in terracotta, che lo stesso Caponi potrebbe aver realizzato ad arte sfruttando la sua abilità di ceramista. Per avere cosa? E’ la domanda. Un po’ di celebrità certo, ma anche diversi guai.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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