Fiera di Viterbo, niente ordinanza: il Comune sceglie la via morbida
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In sostanza Palazzo dei Priori avrebbe scelto così di perseguire una via più morbida e di non andare allo scontro con la Prefettura di Viterbo in merito al campo d’accoglienza nato nel parcheggio dell’ex Fiera di Viterbo.

Il Comune ha preparato una nota per la Prefettura nel quale comunica che per l’ex Fiera sono scaduti i termini. In sostanza Palazzo dei Priori avrebbe scelto così di perseguire una via più morbida e di non andare allo scontro con la Prefettura di Viterbo in merito al campo d’accoglienza nato nel parcheggio dell’ex Fiera di Viterbo.

Una zona agricola nella quale da troppo tempo, secondo il Comune, è in vigore una situazione di illegalità. Per gli uffici comunali domenica scorsa sono scaduti anche i 90 giorni di temporaneità dell’opera. A complicare le cose c’è anche l’atteggiamento della Prefettura stessa che non avrebbe mai comunicato agli uffici competenti del Comune di Viterbo la data di fine lavori, data dalla quale si dovrebbero contare i 90 giorni.

La presunzione, fatta dall’architetto Emilio Capoccioni, è che siano terminati circa il 18 dicembre e quindi, da domenica 19 marzo si ritiene che il campo da accoglienza sia abusivo. Il Comune avrebbe potuto emettere una ordinanza per costringere la Prefettura a ripristinare i luoghi e a rimuovere le opere di urbanizzazione fatte, ma avrebbe preferito in questa fase di perseguire la via morbida inviando la nota informativa riservandosi, forse, di intervenire più duramente nei prossimi giorni e\o settimane.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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