Fiera dell'Annunziata, tutto ebbe inizio dalle luminarie di Santa Maria in Gradi
medioevo
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Ogni anno il 25 marzo rappresenta una data importante nel calendario dei viterbesi. Ma qual è l'origine di questa tradizione? Dalla chiesa di Santa Maria in Gradi a quella delle Fortezze ecco quello che c'è da sapere su questa ricorrenza.

L’Annunziata, con la sua tradizionale fiera, è uno dei punti fermi del calendario viterbese. Ma al di là delle bancarelle e dello struscio per le vie del centro che cosa significa questa festa? Quali sono le radici antiche e l’origine? E l’evoluzione nel corso dei secoli? Siamo andati a chiederlo a Gianluca Braconcini, appassionato della storia di Viterbo e tra i curatori del sito autoctono ‘Lo Straccifojo’.

Abbiamo scoperto che la festività è dalla notte dei tempi una delle più sentite per la gente di Viterbo. “Dalle fonti documentali – ci racconta Braconcini – emerge che sicuramente già dal 1400 i festeggiamenti includevano una solenne luminaria che prendeva le mosse dall’importante chiesa di Santa Maria in Gradi”. I papi tra l’altro, sin dal ‘200, riconobbero importanti indulgenze alla chiesa in occasione del 25 marzo.

“La tradizione della fiera – continua Braconcini – nasce come accompagnamento degli importanti eventi liturgici”. Da Feliciano Bussi, autore della ‘Istoria della città di Viterbo’ del 1742, apprendiamo che le mercanzie di agricoltori, ambulanti e artigiani venivano esposte fuori le mura della città, nell’invaso che precedeva la chiesa di S. Maria delle Fortezze. Queste le parole del cronista:  “[Santa Maria delle Fortezze] è una chiesa molto frequentata da questo popolo, particolarmente ne’ Venerdi di tutto l’anno per la divozione del suddetto S. Francesco [di Paola], ove altresì si fa festa nel giorno della Santissima Annunziata con fiera, e gran concorso di gente”.

Non a caso per i viterbesi la chiesa delle Fortezze era anche detta chiesa dell’Annunziata. La scelta di questo luogo per allestire la fiera va probabilmente ricercata in fattori di natura pratica. La facilità di allestimento dei banchi e la possibilità di arrivarci comodamente con i carri per le mercanzie. Originariamente e fino alla seconda metà del ‘900 la fiera aveva natura di mercato agricolo e artigianale. Ed è proprio dalla seconda metà del ‘900 che il tutto viene spostato dalle Fortezze alle vie del centro storico.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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