Fiato alle trombe, si avvicina il Carnevale Viterbese
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VITERBO - Questo evento, nato su iniziativa di un gruppo di cittadini che lo scorso anno si presero la briga di mettere in moto una macchina complicata e che non era mai stata messa in strada, ha raccolto talmente tanti consensi che non è stato possibile non replicarlo.

VITERBO – Neanche due settimane ci separano, oramai, dalla sfilata per le vie di Viterbo di carri allegorici e gruppi mascherati. Ampiamente pubblicizzata sui social network e grazie ai passaparola, la manifestazione sembra già passare davanti ai nostri occhi.

Questo evento, nato su iniziativa di un gruppo di cittadini che lo scorso anno si presero la briga di mettere in moto una macchina complicata e che non era mai stata messa in strada, ha raccolto talmente tanti consensi che non è stato possibile non replicarlo.

Oltre a tutti i numeri che conosciamo già, il Carnevale Viterbese sembra stia acquisendo una rilevanza sociale riconosciuta da molti. “Il nostro sacrificio è ripagato proprio da ciò che vedete nelle foto in allegato e non potrebbe esserci soddisfazione maggiore. Un padre, emozionato, ci ha fermati e ci ha detto di aver riscoperto suo figlio. Grazie a questo evento, difatti, sta lavorando gomito a gomito con il proprio figlio ed ha scoperto una parte che non sapeva che avesse”, questa la dichiarazione dell’organizzatore del Carnevale Viterbese-Seconda Edizione, Lucio Matteucci, che parla a nome del comitato tutto. Costruire un carro, cucire maschere, organizzare un gruppo, implica un impiego di tempo che, naturalmente, deve essere tolto ad altre attività. Ecco, a noi piace pensare che venga sottratto a ciò che tanto benefico non risulta essere.

Abbiamo visitato molti laboratori, in alcuni casi all’interno di abitazioni o garages, e siamo rimasti piacevolmente impressionati di come la gente si sia organizzata per riuscire in un compito tanto arduo quanto piacevole. Vedere padri e figli che riproducono in maniera certosina, e soprattutto in dimensioni diverse, gli stessi travestimenti o che dipingono le varie forme del carnevale, è veramente una visione che scalda il cuore.

Uno dei più grandi ostacoli generati dalle abitudini odierne è proprio la mancanza di condivisione del tempo e delle esperienze di vita. C’è bisogno di ritornare a trasmettere le proprie conoscenze, e se questo avviene anche soltanto per un periodo limitato ad alcune settimane o a un periodo poco più lungo, si è comunque raggiunto un risultato positivo. Anche la letteratura pedagogica mette in luce l’importanza dell’interazione tra genitori e figli nel lavoro manuale.

“Nei rapporti tra genitori e figli, esiste una realtà dove l’etica si mescola al senso di appartenenza, tradizione e passione. E’ un terreno privato, intimo, che libera le fantasie di padri visionari e sognatori e figli pragmatici. E’ quello del lavoro manuale, l’artigianato, nel quale un padre, oltre a trasmettere al proprio figlio un patrimonio di esperienze, di abilità, e di valori imprenditoriali lascia la memoria di una identità che si costruisce nella gratificazione personale in antitesi alla serialità, alla standardizzazione e all’alienazione dei macchinari”.

E dell’importanza sociale di un evento come questo di cui parliamo, ne sono consapevoli anche le maggiori autorità cittadine, il Sindaco Giovanni Maria Arena e Sua Eccellenza il Prefetto Dottor Giovanni Bruno, che ne hanno riconosciuto il valore sociale e di aggregazione, nell’ottica della riscoperta e rivalutazione della tradizione popolare. Buon Carnevale (Viterbese) a tutti.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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