Festività pasquali e ponti di primavera, aperto il castello Orsini
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Tutti i giorni in occasione delle festività pasquali e dei Ponti di primavera, il castello Orsini resterà aperto

SORIANO NEL CIMINO- La cooperativa sociale Il Camaleonte informa che in occasione delle festività pasquali e dei Ponti di primavera il Castello Orsini di Soriano nel Cimino sarà aperto tutti i giorni da sabato 20 aprile a mercoledì 1 maggio dalle 10 alle 13,30 e dalle 15 alle 19.

All’interno del Castello Orsini, che fino al 1989 è stato penitenziario dello Stato, è possibile visitare anche due mostre permanenti:
– Dagli organetti alle Macchine Parlanti, una collezione ricca e funzionante che spazia dall’invenzione del Fonografo di Edison, passando per i grammofoni, fino al Vinile;
– Civiltà rurale della Tuscia, articolata esposizione di utensili e attrezzature della civiltà contadina della Tuscia tra XIX e XX secolo.

Ad arricchire l’offerta turistica e culturale di Soriano nel Cimino anche il Museo Archeologico dell’Agro Cimino e le Scuderie di Palazzo Chigi-Albani con la monumentale Fontana di Papacqua, aperti come di consueto ogni sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, saranno visitabili straordinariamente anche lunedì 22 e giovedì 25 aprile con lo stesso orario di cui sopra.

Inserite nel Polo Turistico Culturale Municipale, le Scuderie ospitano al loro interno la Pinacoteca Lucio Ranucci, il centro documentale Tusciae Res, la mostra “La Tuscia incisa”, la Sala Tito Amodei e la Sala Alessio Paternesi, che ospitano opere dei rispettivi artisti a cui sono dedicate, donate al Comune di Soriano nel corso degli ultimi anni. Fino al 28 aprile è inoltre presente la mostra “Fuori Tempo” dell’artista e regista Sergio Urbani.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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