Festival del Volontariato a Palazzo dei Priori, cambia sede ma rimane la cena in piazza con mille persone
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Segnare in agenda 5-8 maggio. Torna nel capoluogo della Tuscia il Festival del Volontariato, che come ogni anno vuole accendere i riflettori per qualche giorno su un mondo silenzioso che però ogni giorno cambia tante vite nel territorio.

Segnare in agenda 5-8 maggio. Torna nel capoluogo della Tuscia il Festival del Volontariato, che come ogni anno vuole accendere i riflettori per qualche giorno su un mondo silenzioso che però ogni giorno cambia tante vite nel territorio.

La consulta ha già messo in moto la macchina organizzativa e sta progettando la nuova edizione. Si cambia location, da piazza Fontana Grande il tutto sarà spostato a Palazzo dei Priori. “Un cambio di location dettato dalle esigenze, il cuore resta a piazza Fontana Grande”, spiega il presidente della consulta Marco Ciorba. In pratica il trasferimento è stato reso necessario dal prossimo inizio dei lavori all’ex tribunale, dove appunto sarà realizzata quanto prima proprio La Casa del Volontariato.

Ma la location di Palazzo dei Priori ha il suo fascino e i suoi perché. Innanzitutto il significato simbolico di portare i tanti viterbesi delle associazioni a casa propria. Poi permetterà a tanti di visitare e godere a pieno della splendide sale affrescate e delle bellezze storico-artistiche presenti. Nella parte alta del palazzo si svolgeranno incontri e convegni mentre sotto ai portici e nel giardino del Comune saranno allestiti gli stand delle varie realtà associative.

“Non posso svelare più di tanto – racconta Ciorba -. E’ tutto in preparazione. Di sicuro non mancherà la cena di mille persone a piazza del Plebiscito. Stiamo lavorando sui camerieri. Avremo i ragazzi speciali, i politici e stiamo ragionando su una terza categoria da coinvolgere. Poi c’è ancora da definire la madrina, lo scorso anno era stata la Minetti”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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