Festa della Famiglia Ospedaliera a Villa Rosa
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VITERBO - Piermaria Cecchini interpreta San Benedetto Menni durante il concerto 'Inno alla Famiglia Ospedaliera' delle musiciste Daniela e Raffaella Sabatini e del soprano Martina Chiossi

VITERBO – Quest’anno ricorre il 138esimo anniversario dell’Istituto e in questa occasione si è riconfermata l’unità di intenti e di opera della Famiglia Ospedaliera, composta non solo dalle suore, ma coralmente dagli operatori, dagli ospiti e dai volontari con le rispettive famiglie.

Per San Benedetto Menni, antesignano dell’approccio riabilitativo-sistemico familiare, il senso della Famiglia Ospedaliera delle Suore del Sacro Cuore di Gesù era proprio questo: l’integrazione tra i curanti e i familiari nella presa in carico della persona sofferente di disagio psichico e dell’attività terapeutico-riabilitativa per ridare ai malati dignità e strumenti di reinserimento nel contesto sociale.

E’ il 31 maggio 1881 quando viene costituita la Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, sulla base dei principi di San Benedetto Menni.

Ramo femminile dei Fatebenefratelli, l’opera delle Suore Ospedaliere parte proprio dalla città di Viterbo per portare sollievo e cura ai malati psichici, inizialmente solo di sesso femminile. E’ così che nasce la Casa del Vento, successivamente rinominata Villa Rosa, primo tassello di una realtà scientifica, clinica e di ospitalità ad oggi presente in diverse parti del mondo. Per festeggiare questo importante anniversario Villa Rosa ha dunque dedicato un’intera giornata alla Famiglia Ospedaliera.

Si è iniziato al mattino con un concerto recitato, durante il quale si è reso omaggio ai passi salienti delle Costituzioni scritte da San Benedetto Manni, al pianoforte e al violino si sono splendidamente esibite le sorelle Daniela e Raffaella Sabatini, che hanno accompagnato la meravigliosa voce del soprano Martina Chiossi. I passi del Santo sono stati, invece, magistralmente recitati dall’attore Pier Maria Cecchini.

Nel pomeriggio ha avuto luogo la Santa Messa cantata, seguita dalla Processione in cui i bambini della Famiglia Ospedaliera hanno lanciato petali di rosa alla Nostra Signora, prima Superiora della Congregazione.

Una volta nutrito lo spirito, la sera, è stato offerto a tutti i presenti un delizioso momento conviviale nel grande parco della Casa di Cura, dove si è potuto ulteriormente apprezzare il clima di ospitalità e di familiarità solidale che da sempre caratterizza Villa Rosa e tutte le altre strutture delle Suore Ospedaliere nel mondo.

Quanto avvenuto a Villa Rosa non resterà un fatto isolato. Il programma degli eventi da ricordare e festeggiare è vasto e il prossimo avrà luogo già alla fine del mese di giugno, per la precisione il 28. Anche allora sarà possibile nutrire spirito e corpo con musica, celebrazioni liturgiche, momenti conviviali sotto l’egida della grande Famiglia delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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