"Festa del Gelsomino 2026? Abbiamo bisogno di soldi liquidi che vengono e si fermano qui"
Piazza San Carluccio
Masicar800x120-optimize
Chissà cosa pensano la signora Sindaco Chiara Frontini, il professor Mattioli, i B&B e i vivaisti di questa idea: fissiamo da adesso per il ponte sabato 30 maggio-martedi 2 giugno 2026 la 'Festa del Gelsomino' e di Viterbo.

IL CORNER DEL PROFESSORE – La Terra nascosta da Roma e dalla Toscana è da sempre un pochino bistrattata. Forse perché siamo pochi: 300mila, un quartiere di Roma. Forse perché i nostri politici si lasciano guidare da Roma. Forse perché siamo vittime di campanilismo sfrenato e litigare ci viene naturale. Qualsiasi sia il motivo siamo una terra in cerca di consapevolezza, identità e pianificazione.

La Tuscia è bella. Ricca di storia e arte, di talento e voglia di fare, di paesaggio incontaminato e maestosità monumentali. Terme spontanee, mare, montagna, laghi e oasi naturali. Eccellente enogastronomia che deve solo presentarsi. Una miriade di sagre di paese che richiamano centinaia di migliaia di visitatori ogni anno. Scorci unici al mondo: Civita di Bagnoregio, Caprarola e il Sacro Bosco di Bomarzo per citarne solo tre.

La Tuscia che vogliamo è ricca ricca ricca. Ho menzionato ricca? La realtà è semplice. Vogliamo più soldi-euro-cash-liquido per noi, per i nostri figli e i nostri parenti e amici. Con la liquidità arriva anche il lavoro e quindi la lotta alla criminalità. Dobbiamo dare a tutti la possibilità
di essere orgogliosi, non frustrati. Possiamo parlare di filosofia, erba e buche ma se la casa di proprietà valesse il doppio, lo stipendio fosse di più di 3000 euro e ci potessimo permettere altri tre viaggi all’anno non ci fregherebbe di nulla. Forse siamo anche razzisti ma se venisse Obama sarebbe potenzialmente il fratello di tutti perché porterebbe soldi.

La Tuscia di cui abbiamo bisogno è bella e organizzata in un sistema pensato per far venire turisti a spendere e per vendere in tutto il mondo. È il luogo di destinazione di viaggi per ospiti benestanti che restano una settimana qui e vanno un giorno a Roma o Firenze. È il Villaggio
Tuscia che fa comprare i prodotti enogastronomici online perché di qualità assoluta e quindi portare i soldi dentro il suddetto sistema. Quella di cui abbiamo bisogno è una Tuscia invitante e sinonimo di qualità.

Abbiamo bisogno di soldi liquidi che vengono e si fermano qui. Come mettiamo tutto in moto? Consapevolezza, identità e pianificazione. Serve di superare le stupidaggini e diventare una comunità. Servono 5 anni di campagna di comunicazione- promozione per farci notare. Serve una leadership illuminata e la voglia di lavorare insieme.

La Tuscia non solo può ma deve capire di essere bella. Se non facciamo qualcosa il calo delle nascite e la tendenza a mandare i nostri figli lontano ci ucciderà… neanche tanto lentamente. Quante scuole o sezione sono state chiuse o ridotte? Già adesso ci sono più pensionati che
lavoratori. Serve la liquidità che circoli. Se ci fosse il turismo medio alto del fine settimana, dal lunedì al giovedì saremmo noi stessi a spendere.

In pratica: dobbiamo rendere stabili e prevedibili gli eventi attira gente. Dobbiamo far lavorare chi si occupa di comunicazione e promozione. Dobbiamo chiedere aiuto a chi sa farlo e lasciarlo fare. Questo è il problema: pensiamo di sapere fare tutto. Eppure negli ultimi 20 anni le cose vanno peggiorando, giusto? Significa che qualcosa sbagliamo. Dobbiamo chieder aiuto.

Chissà cosa pensano la signora Sindaco Chiara Frontini, il professor Mattioli, i B&B e i vivaisti di questa idea: fissiamo da adesso per il ponte sabato 30 maggio-martedi 2 giugno 2026 la ‘Festa del Gelsomino’ e di Viterbo.

Chiunque si occupa di eventi abbia spazio in un angolo di Viterbo. Sotto ogni postazione di gelsomino, come quella in foto, creiamo l’angolo per le foto e vendiamo le piante di gelsomino. Con l’occasione piantiamo da adesso altre piante di Gelsomino. Esaltiamo le architetture
medievali col Gelsomino. Una festa per Viterbo per tutti i viterbesi, senza litigare. Ci riusciamo?

800x120 (1)
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
monastero interno
aiac_banner_01
domenicale post
asvis 2
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
Onda
TdP_Inalazioni
POST FB 01