
VITERBO – Abbattimento delle barriere sui treni della tratta Roma – Viterbo ma non nella stazione del capoluogo della Tuscia. La Regione Lazio ha infatti acquistato tre sollevatori motorizzati, che permettono ai passeggeri in carrozzina di salire e scendere dai treni della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, con o senza accompagnatore, che dovranno entrare in funzione dal primo febbraio.
A renderlo pubblico l’associazione Trasportiamo che si batte da anni per ottenere questo importante risultato di uguaglianza sociale. “Dopo circa sette anni di battaglie, mediatiche e legali, affianco della signora Maria Cristina Abballe e di suo figlio Alessandro, simboli della lotta contro le barriere architettoniche, il processo di normalizzazione e di integrazione sociale della tratta extraurbana compie, finalmente, un importante passo in avanti – così dall’associazione -.
Il servizio è presente nelle stazioni di Piazzale Flaminio, Rignano Flaminio – dove risiede Maria Cristina – e Civita Castellana, dotate di banchina a raso, ugualmente alle altre stazioni/fermate extraurbane. E deve essere richiesto dall’utente ad Infomobilità, attraverso i canali convenzionali, almeno 48 ore prima dell’utilizzo e solo, ovviamente, per le stazioni nelle quali lo stesso è attivo. Ci auguriamo che venga esteso al più presto, lasciare scoperta per esempio la stazione di Viterbo è per noi un controsenso, considerata la sua importanza e la distanza che la divide da Civita, circa 40 chilometri.
Ma più di tutte rammarica il fatto che ci sono volute due sentenze del Tribunale, il primo grado nel 2016 l’Appello nel 2019, entrambe stravinte dalla Abballe, difesa dall’avvocato Marianna De Collatore, per assistere all’arrivo dei sollevatori, previsti fin dal 2013, e vedere ammodernata la stessa stazione di Rignano. Perché tutto questo, ci chiediamo, se la mobilità è un diritto riconosciuto dalla Costituzione? E dov’era la politica? È uno sfogo sentito il nostro, abbiamo seguito la vicenda da vicino e non riusciamo a farcene ancora una ragione. Anzi, più rileggiamo gli incartamenti e più ci incazziamo; siamo allergici alle ingiustizie sociali. Comunque sia, questo risultato è frutto dei sacrifici e della caparbietà di Maria Cristina. Per cui, alziamoci in piedi e dedichiamole un applauso. Ora attendiamo il ripristino della rampa all’entrata della stazione di Montebello. E anche lì, non molliamo”.


















