Ferragosto rovente: la Tuscia nella settimana più calda dell’estate
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Temperature fino a 39 gradi nell’entroterra e afa notturna: notti tropicali per tutta la settimana di Ferragosto.

VITERBO – La tregua è finita, ma ce ne eravamo accorti. L’ondata di caldo torrido investe la Tuscia, e durerà per tutta la settimana di Ferragosto. I termometri saliranno in modo deciso, con valori che in alcune zone sfioreranno i 40 gradi.

Ieri, 11 agosto e oggi 12 agosto sono le giornate peggiori: a Viterbo il caldo spingerà le massime fino a 38 gradi, mentre nelle aree interne, come Orte e Civita Castellana, si potrebbe toccare quota 39. Sulle località costiere il respiro sarà solo leggermente più fresco, con punte comunque intorno ai 35-36 gradi.

A pesare non sarà solo il calore diurno, ma soprattutto le temperature notturne: le cosiddette “notti tropicali”, con minime sopra i 25 gradi, renderanno il riposo difficile e l’afa quasi ininterrotta.

Gli esperti raccomandano di proteggersi evitando l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali, mantenendo alta l’idratazione e prestando particolare attenzione a bambini, anziani e persone fragili.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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