Fernando Casali può tornare a casa, quasi terminati i lavori "dell'ascensore della solidarietà"
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GALLESE - A breve Fernando Casali potrà tornare nella sua casa di sempre, insieme ai genitori. Da mesi è costretto a vivere nel garage, perché troppo complicato abbattere le barriere architettoniche. A risolvere la situazione ci ha pensato la solidarietà, grazie a un'intuizione importante della società calcistica Gallese United.

GALLESE – A breve Fernando Casali potrà tornare nella sua casa di sempre, insieme ai genitori. Da mesi è costretto a vivere nel garage, perché troppo complicato abbattere le barriere architettoniche. A risolvere la situazione ci ha pensato la solidarietà, grazie a un’intuizione importante della società calcistica Gallese United.

Con un crowdfunding è stato segnato un gol che vale più di ogni partita, fosse anche di Champions. Raccolti abbastanza fondi per realizzare un ascensore esterno che permetterà a Fernando di tornare a una vita più tranquilla. 

Quasi ultimati i lavori, dopo mesi in cui Fernando – a seguito di un brutto incidente che l’ha costretto in sedia a rotelle – è
stato costretto a vivere in una stanza che i suoi genitori hanno ricavato nel garage di proprietà. Ieri Fernando ha spento le sue 17 candeline, un compleanno importante e con la bella notizia che quel prezioso ascensore presto lo riporterà alla sua quotidianità di sempre.

A metà dello scorso novembre la società di calcio, dove il fratello di Fernando gioca, ha lanciato la campagna di raccolta fondi per il
portiere della Polisportiva Monti Cimini. Trentacinquemila euro da trovare in quaranta giorni. Totalizzati 43mila e 544 euro. Otto mila euro in più rispetto al necessario.

Fernando ha avuto un incidente, brutto, in motorino circa due anni fa. Un maledetto 22 ottobre. Tutto il ricavato, compresa l’eccedenza, è stato donato alla famiglia Casali che oltre all’ascensore utilizzerà questi soldi per le spese quotidiane già sostenute nell’ultimo anno e che purtroppo dovranno continuare ad affrontare anche in futuro per il benessere di Fernando.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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