Fermato perché il suo motorino aveva una targa in cartone, trovato con due etti e mezzo di hashish
arresto
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VITERBO - A insospettire gli agenti l'atteggiamento particolarmente nervoso del fermato.

VITERBO – Nel pomeriggio dello scorso 20 marzo personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Viterbo, nell’ambito di specifici servizi mirati alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, procedeva in flagranza di reato all’arresto di un cittadino italiano, residente nel capoluogo, con numerosi pregiudizi di polizia, responsabile del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nel corso del servizio la persona in questione veniva vista transitare alla guida di un ciclomotore, viaggiando in maniera non conforme alle norme di circolazione stradale e con la targa posteriore posticcia in cartone.

Pertanto, individuate le giuste condizioni per procedere in sicurezza ai controlli di rito, gli operatori fermavano il suddetto mezzo, constatando che il fermato risultava soggetto conosciuto per i suoi trascorsi illeciti inerenti agli stupefacenti. Lo stesso assumeva un atteggiamento nervoso ed irriverente e veniva sottoposto a perquisizione personale e domiciliare.

Tale accertamento sortiva effetto positivo, in quanto all’interno dell’abitazione venivano rinvenuti, dentro un contenitore per vivande, 5 “panetti” di sostanza solida di colore marrone, successivamente accertato trattarsi di stupefacente del tipo “hashish” per un peso complessivo di circa 250 grammi, nonché materiale atto alla pesatura della droga.

Dell’avvenuto arresto veniva data comunicazione immediata al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, il quale, reso edotto dei fatti, disponeva che l’arrestato venisse tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del Giudizio Direttissimo.

Dopo la convalida dell’arresto avvenuta nella mattinata del giorno successivo, il Giudice disponeva nei confronti dell’indagato la misura dell’Obbligo di Presentazione alla Polizia Giudiziaria.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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