
Tutti d’un sentimento, come i Facchini, ma bisogna sbrigarsi: fermarsi subito o ripartire definitivamente. I sette continuano a dire che non sono vere le voci che li darebbero divisi sulla fine di Michelini: deve andarsene a casa. Quando? Questo però non è dato saperlo.
Il fatto che l’incontro con Lorenzo Guerini sia saltato e rinviato proprio in concomitanza con l’ultimo giorno utile per far cadere Leonardo Michelini per non avere un commissario per 15 mesi in Città, ha di certo complicato il quadro. O forse ha messo solamente in chiaro quale sia la strategia del Pd nazionale, che vuole a tutti i costi scongiurare la fine della guida di centrosinistra della città di Viterbo rendendo più difficile la decisione dei sette.
I sette fino ad ora hanno aspettato tranquillamente i passaggi politici del Partito Democratico, anche perché intaccavano solo la loro credibilità, una credibilità però in caduta libera dopo la voce grossa fatta a dicembre e affievolitasi sempre di più in mancanza di atti concreti. Ora questo attendismo romano rischia però di fare molto male a Viterbo.
La speranza è che la coalizione che ha sostenuto in questi due anni e mezzo Leonardo Michelini arrivi a porre fine a questo calvario: fermarsi definitivamente entro pochi giorni scongiurando un lungo commissariamento o ripartire con slancio, le vie di mezzo sarebbero un insulto. Per tutti.


















