Ferento 2019, weekend di 'Tramonti' con 'Momenti di Tango' e Leopardi
27_luglio_tango
CNA 800x120
VITERBO - Domani è in programma "Momenti di Tango" con la compagnia Almatanz e le coreografie di Luigi Martelletta, spettacolo che va ben oltre il semplice e a volte banale racconto di questa danza e dei suoi sentimenti.

VITERBO – Due appuntamenti di “Tramonti” con tango e Leopardi a Ferento domani, sabato 27 luglio, e domenica 28, sempre alle 19,30 (preceduti alle 18,30 dalla visita al sito) per la stagione organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia, assegnatario del bando del Comune di Viterbo, con il sostegno di Ance Viterbo e con la direzione artistica di Patrizia Natale, in collaborazione con Archeotuscia onlus e TusciaE20.

Domani è in programma “Momenti di Tango” con la compagnia Almatanz e le coreografie di Luigi Martelletta, spettacolo che va ben oltre il semplice e a volte banale racconto di questa danza e dei suoi sentimenti. A parte gli aspetti musicali e quelli interessanti della storia del costume, il tango ha importanti riflessi nella letteratura rioplatense e specialmente in quella argentina.

In questo spettacolo infatti non è difficile trovare versi e prose sul tango, o ispirate ad esso, dai modernisti “classici” quali Lugones, Gàlvez, Larreta, agli scrittori del “gruppo Boedo”, sino a Borges con quella sua componente Bohemienne o Populista, dove il verismo concentra le emozioni sull’esistenza dei fatti e del loro succedersi e correlarsi.

Il tango è frutto di quell’immane esodo di disperati che dalla fine dell’Ottocento e per buona parte del Novecento si riversarono nel continente americano. Nelle pianure attraversate dal Rio della Plata si fusero culture musicali diverse che originarono il ritmo del tango, e gli uomini – data la scarsità di donne in quei luoghi – iniziarono a ballare tra loro. Il tango infatti è l’unico ballo nel quale il ruolo tra uomo e donna è diviso quasi al 50%.

Quando il tango si estese nelle periferie delle città si arricchì di contenuti coreografici diversi (nei salotti borghesi, ad esempio, le signore danzavano più distanti dall’uomo), ma non perse la sua caratteristica di danza determinata da una forte emozione interiore, di passionale sintonia col partner. Il coreografo Martelletta propone uno spettacolo diviso in 18 brani, in ognuno dei quali c’è un racconto o un’emozione vissuta (l’amicizia, la felicità, la violenza, la
maturità, la forza, l’amore). Lo spettacolo è dunque dedicato a tutti questi stati d’animo che ognuno ha vissuto nella propria storia personale.

Domenica sarà una nuova occasione per parlare di “Leopardi poeta infinito. I tormenti del giovane Giacomo”, un appuntamento curato dal giornalista Giuseppe Rescifina. Servirà a ricostruire alcuni aspetti della vita del poeta di Recanati, nominato a 19 anni socio corrispondente dell’Accademia degli Ardenti di Viterbo, e, dunque, un ricordo del suo rapporto con esponenti della cultura viterbese suoi contemporanei. In particolare con Francesco Orioli, nativo di Vallerano, che considerava un “emporio del sapere” per via dell’immensa cultura poichè, oltre ad essere medico, era scienziato, filosofo, archeologo, avvocato e giornalista, assoluto protagonista della vita culturale dell’Ottocento non solo nella Tuscia, ma di quella della nazione.

Parteciperà Ludovico Pacelli, presidente dell’associazione culturale Europea “Francesco Orioli” di Vallerano, paese di nascita di Orioli.

FERENTO 2019 – 54ª STAGIONE DI SPETTACOLI
Organizzazione: Consorzio Teatro Tuscia
Direzione artistica: Patrizia Natale
Internet: www.teatroferento.it
Info spettacoli 393 9041725
Info biglietterie 328 7750233
Prevendite online: www.boxofficelazio.it – www.ciaotickets.com
Prevendite Viterbo: Underground, via della Palazzina – Ufficio Turistico, piazza Martiri d’Ungheria,
Tabaccheria IperConad – Tabaccheria Gianary
Info e aggiornamenti su www.teatroferento.it , pagina Fb teatroferento e sui canali istituzionali del Comune
di Viterbo.

800 Monastero
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
POST FB 01
Fune 300x300
Onda
monastero interno
domenicale post