
VITERBO – Anziana ricoverata a Belcolle subisce il furto della fede, i familiari denunciano il fatto alla polizia. La vicenda risale ad alcuni mesi fa ma i parenti della donna hanno deciso di rompere il silenzio, e per questo si sono rivolti a La Fune, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione e rendere difficile la vita a chi pensa di potere rubare in ospedale, approfittandosi delle condizioni psico-fisiche di alcuni pazienti, e rimanere impunito.
“Alcuni mesi fa mia madre è stata ricoverata presso l’ospedale Belcolle di Viterbo per circa 30 giorni – ci racconta la figlia della vittima -. Arrivata in struttura in stato di incoscienza tramite ambulanza e con l’ossigeno per respirare ha trascorso alcuni giorni in pronto soccorso e successivamente è stata trasferita in reparto.
Nel corso della sua degenza è stata ricoverata in due reparti, in quanto risolta la prima situazione che aveva portato al ricovero sono sorte complicanze che hanno portato appunto a un successivo spostamento sempre all’interno della struttura ospedaliera.
Vorrei innanzitutto ringraziare tutto il personale medico e infermieristico che ha assistito mia madre nel periodo di degenza con competenza, professionalità e umanità (dote quest’ultima da non considerare mai scontata soprattutto in ambito sanitario). E lo dico proprio perché nel corso del suo ricovero mia madre ha subìto il furto della sua fede nuziale.
La mia famiglia ha sporto regolare denuncia presso la Questura di Viterbo (il personale che ha raccolto la denuncia è rimasto basito) ma di certo non abbiamo speranza di ritrovare l’oggetto rubato.
L’aspetto ancor più raccapricciante dell’azione compiuta ai danni della mamma è che non solo è stata compiuta in un ambito particolare (quello ospedaliero) ma in un momento in cui la persona non era in grado di rendersi conto di ciò che stava subendo. In aggiunta a tutto ciò la fede d’oro rubata è stata sostituita con una di plastica color oro a riprova che il ” sistema” è rodato e cioè c’è chi in quell’ambiente si muove con scaltrezza, sa in quali ” situazioni” andare a colpire e soprattutto ha con sé anelli di plastica color oro appunto da infilare alle dita dei ricoverati/e di turno che versano in situazioni fisiche/mentali tali da non renderli in grado di avere contezza di ciò che sta loro accadendo.
Accanto quindi a persone che ogni giorno svolgono, ripeto, con grande umanità il proprio lavoro poi troviamo questa tipologia di ” figure” ( non ho il piacere di definirle persone) che approfittano di chi si trova (spesso suo malgrado) a trascorrere un periodo della sua esistenza in difficoltà fisica e mentale”.
“Auguro a questi soggetti – continua la donna – tutto il meglio della vita perché con questo loro atteggiamento hanno solo fatto emergere il peggio e la loro povertà d’animo. Il mio è anche un invito a denunciare rivolto a tutti coloro che hanno subìto furti (personalmente e/o di amici, familiari) senza alcuna vergogna nella speranza di porre fine a certi atteggiamenti che definire schifosi è altamente riduttivo”.


















