Fdi: “Sullo sviluppo termale necessario un dibattito aperto e partecipato”
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Il Gruppo Consiliare Fratelli D'Italia interviene sul dibattito sulla tutela del territorio

VITERBO- “Tutela del territorio e, contemporaneamente, sviluppo intelligente e mirato delle sue ricchezze.

La paventata possibilità di un possibile blocco dello sviluppo dell’area di 1600 ettari che si estende dal Bullicame al Riello, fino alle Masse di San Sisto, legata alle relative dichiarazioni della Sovrintendenza del ministero dei Beni culturali, deve essere assolutamente scongiurata.

Come già fatto presente oggi dal presidente della terza commissione Fabrizio Purchiaroni, ci auguriamo pertanto un confronto aperto ed approfondito sul tema della promozione termale, con un dibattito basato su relazioni di esperti ed osservazioni specifiche delle varie associazioni di categorie interessate.

Su un tema così importante, è necessaria un’unità di intenti finalizzata ad un risultato che riesca a coniugare la tutela dell’intera zona, come già evidenziato durante un incontro tematico in Prefettura dalla sovrintendente Margherita Eicheberg, ma, nello stesso tempo, l’urgenza di un generale rilancio dell’area, fondamentale, dal punto di vista economico, per la città di Viterbo e per l’intera provincia.”

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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