Fdi lancia la carica alle europee da Torino, speaker della manifestazione il deputato viterbese Mauro Rotelli
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TORINO - “In Europa per cambiare tutto”, è la parola d’ordine lanciata dal coordinatore nazionale Guido Crosetto, ripresa poi dalla leader Giorgia Meloni e da tutti i candidati presentati dallo speaker ufficiale della manifestazione, il deputato Mauro Rotelli.

TORINO – Un minuto di silenzio per il maresciallo Vincenzo Di Gennaro, ucciso sabato mattina in servizio durante una sparatoria a Cagnano Varano in provincia di Foggia, ha aperto la due giorni di
conferenza programmatica di Fratelli d’Italia al Lingotto di Torino.

“In Europa per cambiare tutto”, è la parola d’ordine lanciata dal coordinatore nazionale Guido Crosetto, ripresa poi dalla leader Giorgia Meloni e da tutti i candidati presentati dallo speaker ufficiale della manifestazione, il deputato Mauro Rotelli.

Un appello accolto con entusiasmo dai tantissimi presenti in sala, oltre 2500 persone, tra cui i venti delegati viterbesi, guidati dai coordinatori provinciale e comunale Massimo Giampieri e Vincenzo Fini.

Tutti compatti nella richiesta di: “un’Europa che sappia difendere l’interesse nazionale italiano e non solamente quello francese e tedesco, obiettivo raggiungibile se si vota Fratelli d’Italia. All’interno dell’Unione infatti la posizione del partito è la più strategica per raggiungere questo
traguardo. In Italia è urgente cambiare tutto, a partire dallo stesso governo che si autodefinisce “del cambiamento.

Se gli italiani sono fermamente convinti di ciò, alle prossime elezioni europee si potrà finalmente dimostrare che un’altra maggioranza possibile, come pure un governo senza M5S”.

Fratelli d’Italia vuole un’Europa più vicina alla gente ed ai problemi reali delle persone e per aprire la campagna elettorale è stata scelta Torino proprio con questa finalità, essendo la città simbolo
dell’attenzione verso le categorie produttive, gli investimenti e lo sviluppo.

Anche Giovanni Toti, governatore della Liguria ormai in rotta di collisione con Forza Italia ne è convinto: “Il vostro manifesto conservatore e sovranista è il mio mondo. Fratelli d’Italia è il partito più vicino alla mia idea di costruzione di un nuovo centrodestra, di una forza realmente repubblicana”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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