FdI: "Decathlon rimanga una opportunità, ma Viterbo non diventi invivibile"
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Decathlon rimanga una opportunità, ma Viterbo non diventi invivibile. Fratelli d’Italia rivolge alcune domande all’amministrazione in vista della nuova apertura nei pressi del Leclerc, della grande catena di abbigliamento sportivo.

Decathlon rimanga una opportunità, ma Viterbo non diventi invivibile. Fratelli d’Italia rivolge alcune domande all’amministrazione in vista della nuova apertura nei pressi del Leclerc, della grande catena di abbigliamento sportivo.

“Riteniamo che per Viterbo sia importante saper cogliere tutte le occasioni di crescita che il mercato offra. E per certo, la preannunciata prossima apertura di Decathlon rappresenta una opportunità che salutiamo con piacere per le evidenti positive ricadute occupazionali che può offrire. Ma, detto ciò, non possiamo non chiederci, nell’ottica del nostro essere stati chiamati ad amministrare la città responsabilmente sia pur dall’opposizione, quanto segue:

Sono state realizzate tutte le attività volte ad acquisire le superfici di vendita rilasciate alle attività presenti e da insediare sull’area? È stata compiuta la verifica della superficie di parcheggio che dovrà rispondere allo standard di 2mq.di parcheggio ogni mq. di superficie di vendita? È stato approfondita, stante l’ubicazione, la questione del traffico, a partire dalla presenza nella stessa area e nelle aree limitrofe di importanti strutture commerciali e della grande distribuzione organizzata e nel caso non sia stato fatto, come si intende procedere? Quali opere a scomputo negoziale sono previste, come ricaduta oggettivamente vantaggiosa per la città, e secondo quale parametro valutativo queste sono state oggetto di convenzione? Rientra tra i compiti istituzionali di un consigliere comunale, a seguito della diffusione della notizia delle possibili assunzioni, occuparsi delle stesse?

Attendiamo risposte chiare ed inequivocabili su questi 5 punti, perché da oggi vigileremo affinché nessuno, per superficialità e incapacità, possa rendere invivibile la nostra città; affinché nessuno possa pensare di fare clientela sul bisogno di lavoro di cui, soprattutto le giovani generazioni, soffrono; affinché lo sviluppo e la crescita della città non siano sottratte alla discussione pubblica e alla decisione comune nell’unico interesse di Viterbo”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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