FdI: “Covid-19, tamponi anche agli asintomatici come Veneto e Toscana”
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VITERBO - La proposta del gruppo consigliare al comune di Fratelli d'Italia.

VITERBO – Per contenere la diffusione del Covid-19 adottiamo la politica dei tamponi anche agli asintomatici, seguendo la strategia di Veneto e Toscana.

Non è più tempo di rimandare, oggi i tamponi vengono effettuati a quei soggetti che lamentano una sintomatologia compatibile con l’infezione, dobbiamo provvedere ad attuare una massiva sorveglianza attiva, iniziando con il sottoporre ai tamponi tutti quei lavoratori più esposti,  personale sanitario, forze dell’ordine, volontari, ma anche autotrasportatori e personale di attività commerciali che in questi giorni restano aperti per garantire l’approvvigionamento di beni di prima necessità a tutti i cittadini.

Inoltre visto che le donne in gravidanza sono considerate una categoria maggiormente a rischio per le infezioni respiratorie virali e in presenza di una diversa condizione immunitaria e considerata la necessità che il bambino entri in un contesto familiare sicuro, chiediamo che la Asl provveda immediatamente ad effettuare i tamponi su tutte le donne in gravidanza, per la protezione di tutta la famiglia

Lo scopo è evidente: accertare la positività al Covid-19 anche di soggetti asintomatici che sono una possibile fonte di diffusione del virus e interrompere la catena di contagi.

Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi, ha evidenziato come per fronteggiare l’emergenza in questo momento c’è la necessità di utilizzare tutte le energie del nostro Paese, con il coinvolgimento di tutti i presidi sanitari, pubblici e privati, e di tutte quelle strutture che possono dare il loro contributo, come anche quei reparti dell’esercito che sono pronti ed eventualmente immediatamente operativi, di cui gode anche il nostro territorio della Regione Lazio.

Tutto questo con l’obiettivo di strutturare un sistema di screening per trovare più positivi possibili, isolarli e contenere la diffusione.

Gruppo consiliare FdI al Comune di Viterbo

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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