FdI: "Città insicura, decadente, sporca e piena di tasse; per questo sarà ricordato Michelini"
grancini
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Per Fratelli d'Italia l'amministrazione Michelini è arrivata al capolinea e il sindaco Leonardo Michelini sarà ricordato per aver determinato una città "sporca, decadente e piena di tasse".

“Michelini sarà ricordato per aver lasciato una città insicura, decadente, sporca e piena di tasse”, firmato Fratelli d’Italia.

Con una nota stampa durissima il partito politico interviene a gamba tesa sulla situazione al Comune di Viterbo, sparando a zero sull’attuale amministrazione.

“Ammettiamo di trovarci in difficoltà, un tempo c’era la maggioranza e l’opposizione, oggi il quadro è molto più complesso e variegato, ma questo è il segno dei tempi – così Fratelli d’Italia.

Viterbo non sfugge da questa constatazione specialmente in quell’allegra brigata che sventola le insegne del Pd. Ci troviamo in difficoltà perché ci rendiamo conto che alcune volte c’è proprio nel Pd chi fa opposizione più dura di noi.

Crediamo sia difficile fare parte di un partito che esprime un presidente del Consiglio mai votato dagli italiani e che si professa democratico. Un partito a scatole chiuse, dove per decidere chi comanda e cosa fare servono tante riunioni distinte e separate, un partito pieno di forzature e veti incrociati ci ricorda tanto la vecchia balena bianca, la Dc. Ma visto chi ha in mano il potere oggi nel democraticissimo partito questo non ci stupisce affatto.

Ora il problema è un altro e neanche tanto marginale. C’è da governare una città, si chiama Viterbo e ultimamente non gode di buonissima salute. Fino a oggi la maggioranza non è neanche riuscita a svolgere un’azione efficace per l’ordinaria amministrazione, cambi di poltrone, spostamenti di pedine, deleghe senza peso e senso per rabbonire gli animi, senza contare la perdita costante di autorevoli membri della maggioranza stessa. Tutto questo non ha permesso di amministrare la città a quelli che volevano cambiare tutto, per non cambiare niente.

E il motivo del malcontento? Sempre lo stesso, “non stiamo amministrando, non stiamo svolgendo nessuna azione di governo”; questo dicono, chi prima e chi dopo, alla spicciolata, i membri della maggioranza. Con la stessa leggerezza di chi dice alla moglie che esce a comprare le sigarette.

Sindaco prenda atto di quello che non riesce a fare, è sotto gli occhi di tutti, specialmente tra i suoi compagni di viaggio, lei non è in grado di amministrare Viterbo.

Tra gli amministratori chi ha un briciolo di orgoglio oggi dovrebbe avere il coraggio domani di votare la mozione di sfiducia, lo dovrebbe fare perché i viterbesi non meritano di essere trattati così. Michelini aveva promesso di lasciare il segno, lo st facendo nel peggiore dei modi, sarà sicuramente ricordato nel tempo per aver trasformato Viterbo in una città insicura, decadente, sporca e piena di tasse.

E tutto questo barcamenandosi tra le correnti e potentati politicamente incompatibili, senza far torto a nessuno a cavallo della cara vecchia balena bianca.

Sindaco metta fine a tutto questo, i viterbesi meritano altro. Ci faccia vedere che è un vero uomo: si dimetta”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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