Faul, una valle di reperti e beni archeologici. La necessità di far convivere ammodernamento e storicità
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I ritrovamenti archeologici di Valle Faul riaccendono i riflettori su uno dei luoghi più antichi della città di Viterbo. Di qua passano gli ultimi progetti di ammodernamento del capoluogo della Tuscia in cantiere.

Riaffiorano reperti archeologici dalla Valle di Faul. Questa è la notizia degli ultimi giorni in città. Durante i lavori per l’ampliamento del moderno parcheggio le ruspe hanno di fatto portato alla luce, tre giorni fa, delle strutture murarie. Oggi la visita sul posto della sovrintendente D’Atri che ha parlato di strutture di epoca rinascimentale.

 

Sulla natura delle evidenze archeologiche emerse e sul loro valore tutti sono piuttosto cauti. Infatti la vallata è al centro di un’importante opera di ammodernamento che punta a cambiare il volto e la fruibilità del centro storico viterbese. Se dovessero emergere reperti archeologici di importanza tutti i lavori in cantiere, previsti nel piano Plus, rischierebbero di non avere vita facile. Ricordiamo che nella valle è previsto l’ampliamento del parcheggio e la realizzazione del famoso ascensore.

 

I progetti del Plus sono strutturati secondo una precisa tabella di marcia e il rischio, nel caso ci si imbattesse in rallentamenti e ritardi, potrebbe consistere nel perdere i relativi finanziamenti. Appare abbastanza probabile che anche durante i lavori dell’ascensore ci si imbatterà in qualcosa di antico, essendo questa una parte della città vissuta da secoli e oggetti di stratificazioni in tutte le epoche.

 

Il sovrintendente ha voluto evidenziare il proprio impegno a far convivere le esigenze di ammodernamento di Viterbo con la tutela del patrimonio storico-archeologico. La partita potrebbe risultare piuttosto complicata e al momento tutto è un’incognita. E’ noto a tutti che l’attuale montagna di terra su cui poggia il parcheggio del Sacrario ha preso vita dai riporti di tutto ciò che andò distrutto sotto i bombardamenti della guerra. Quindi sotto quelle tonnellate di materiale terroso è possibile trovare di tutto: colonne, capitelli, campane, ecc. Ma le “sorprese” potrebbero non finire qui e proprio i lavori sull’ascensore potrebbero portare alla luce nuove scoperte archeologiche sul colle del duomo.

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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