Fattorini: "Vi racconto il ricatto dei dirigenti"
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Nel comune di Viterbo i bonus di produzione per i dirigenti costerebbero circa 160.000€ annui. Troppi in un periodo di magra, anche perché dati a prescindere dell'effettiva "produttività" di ciascuno.
Massimo Fattorini e Flavio Tosi

“La rovina dell’Italia – ha spiegato – è l’inamovibilità dei dirigenti. Gli assessori e i sindaci possono essere rimossi, votati, i dirigenti invece sono inamovibili e se hanno iniziato un progetto con una vecchia amministrazione difficilmente ci rimettono mano. Sono loro che comandano. Hanno uno stipendio di circa 4.000€ mensili ai quali l’amministrazione può concedere un bonus a fine anno, fino a 20.000€ ciascuno. Il problema – ha aggiunto Fattorini – è che gli amministratori sono sotto ricatto perché pensano che se non danno premio al loro dirigente poi vengono ostacolati. Ma anche se il premio non si desse, il mancato introito finirebbe nel premio dell’anno successivo”.

Nel comune di Viterbo sono otto i dirigenti che costerebbero circa 160.000€ annui di bonus. Non proprio pochi, in un tempo di magra come questo. “E poi – ha attaccato Fattorini – non dimentichiamoci che buona parte dei dirigenti ha una chiara collocazione politica, di varia estrazione, ma ben precisa. I cittadini, insomma, dovrebbero prendersela con i dirigenti e non con gli amministratori”.

Fattorini poi interviene sulla polemica sollevata da Giulio Marini sugli spazi comunali utilizzati dal Pd per le primarie di domenica 16 febbraio per le quali Martina Minchella ha ricordato come già dal 2007 sono state utilizzate in questo modo. “Io quando ero assessore al Patrimonio non ho mai firmato nulla a riguardo, ma quelle sedi sono usate poco e quindi non capisco quale sia il danno. Poi – ha concluso l’ex assessore leghista Fattorini – altre sedi comunali sono state concesse a partiti e associazioni, quindi non capisco dove sia il problema”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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