Fattorie sociali, un trionfo. Pacifici (Coldiretti): "Nato un nuovo modello di welfare verde"
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ROMA - Presentato ieri mattina a Palazzo Rospigliosi, a Roma, il primo rapporto sulla agricoltura sociale di Coldiretti intitolato “La vera agricoltura sociale fa bene all’Italia”, specchio della prima rete nazionale delle fattorie sociali di Coldiretti.

ROMA – Presentato ieri mattina a Palazzo Rospigliosi, a Roma, il primo rapporto sulla agricoltura sociale di Coldiretti intitolato “La vera agricoltura sociale fa bene all’Italia”, specchio della prima rete nazionale delle fattorie sociali di Coldiretti.

L’ incontro si è svolto alla presenza del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, alla quale è stato donato il primo gel disinfettante a base di prodotti naturali come lavanda e timo prodotto durante il lockdown, idea originale e pratica di una fattoria fattoria sociale di Comano Terme.

“L’agricoltura sociale sta mostrando tutta la sua importanza – sostiene Mauro Pacifici, Presidente Coldiretti Viterbo – oggi definita come welfare green, questa dimensione dell’agricoltura permette di sviluppare un approccio di prossimità all’altro, che pone al centro
le persone. Quindi non soltanto produzione agricola, rispetto della biodiversità vegetale e animale o multifunzionalità ma una concreta attività che va a sostituire il sistema dei
servizi pubblici, soprattutto in questo difficile momento di emergenza sanitaria”.

Sono circa 9mila le fattorie impegnate nel sociale, con un aumento esponenziale dal 2013; luoghi dove la multifunzionalità agricola si esprime interamente tra le tante attività che vanno dai centri estivi rurali per i bambini agli agriospizi per gli anziani, dalla cura delle dipendenze al reinserimento lavorativo, dall’ortoterapia alla pet therapy, dall’assistenza sanitaria e psicologica all’integrazione culturale.

Secondo le stime della Coldiretti, in Italia, le attività di agricoltura sociale sono in grado di offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha raggiunto il miliardo di euro. “Nell’ultimo anno – sottolinea Elvino Pasquali, Direttore Coldiretti Viterbo – oltre 40mila famiglie hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori con azioni di aiuto e sostegno a disabili motori e cognitivi, a persone con autismo, a detenuti ed ex detenuti, a minori disagiati o con difficoltà di apprendimento, a donne vittime di abusi, ad anziani, a persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri”.

La pandemia ha ulteriormente incrementato la crisi economica e sociale; la perdita di opportunità di lavoro ha colpito molte persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Una crisi collettiva nazionale trasversale per demografia e lavoro senza precedenti dai tempi del dopoguerra e che può trovare delle risposte nelle esperienze di agricoltura sociale diffuse su tutto il territorio nazionale: il 52,4% al Nord, il 21,4% al Centro e il 26,2% al Sud.

“Il nuovo welfare verde – conclude Pacifici – nasce dall’innesto dei percorsi di riabilitazione e di reinserimento
sociale grazie ad attività agricole tradizionali come la coltivazioni, l’allevamento, l’agriturismo, le fattorie didattiche e anche le vendite dirette che coinvolgono l’80% delle fattorie sociali italiane la cui dimensione media raggiunge i 24 ettari più del triplo delle altre aziende agricole”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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