Fatti di Porta Romana, Sberna: "Servizi Sociali in prima linea, con un nuovo progetto all'avanguardia"
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VITERBO - Sui fatti di Porta Romana, con le coperte dei senzatetto gettate tra i rifiuti per ripulire la sala d'aspetto della stazione, interviene l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Viterbo Antonella Sberna.

VITERBO – Sui fatti di Porta Romana, con le coperte dei senzatetto gettate tra i rifiuti per ripulire la sala d’aspetto della stazione, interviene l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Viterbo Antonella Sberna.

“Siamo in prima linea contro il disagio estremo”, il messaggio dell’assessore. Che continua: “In merito alla notizia in base alla quale sarebbero state rimosse alcune coperte maleodoranti per ripristinare le condizioni igieniche alla stazione di Porta Romana posso comunicare che i servizi sociali sono in prima linea contro il disagio estremo e sono in contatto costante con le forze dell’ordine e le associazioni del terzo settore attive per fronteggiare questa situazione. Nella nottata di venerdì ho inoltre effettuato un nuovo sopralluogo presso i luoghi oggetto della segnalazione.

Per la gestione di tale tipo di emergenze, è stata inoltre recentemente potenziata l’attività della task force istituzionale che insieme alla polizia locale, alla protezione civile, alle associazioni che si occupano di soccorso è sempre attiva e monitora le situazioni di maggiore disagio e le tratta nel rispetto delle normative vigenti, della privacy, dei diritti e della dignità di ognuno. Le soluzioni messe in campo per offrire riparo e cibo esistono ma devono essere scelte volontariamente”.

“Condivido – continua l’assessore – inoltre l’esigenza di non operare in costante regime di emergenza. A tal proposito nei primi mesi di mandato abbiamo presentato un progetto del programma PON Inclusione che potrà dare a questa città per la prima volta un piano strategico strutturato: “Intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora”. Il progetto permetterà di mettere in campo una serie di interventi, anche strutturali, tra cui l’individuazione di una struttura di accoglienza notturna emergenziale individuata nel patrimonio comunale (housing first), un’altra struttura di accoglienza prolungata (housing led), la distribuzione di vestiario e kit per igiene personale, la distribuzione di pasti pronti e pacchi alimentari, un servizio di mediazione culturale.

Tutto il progetto prevede l’affiancamento costante del servizio sociale professionale e degli operatori dal segretariato sociale per il reinserimento sociale e lavorativo dei soggetti che si trovano in condizioni di povertà estrema e spesso senza fissa dimora a riprova del fatto che questo tipo di emergenze si affronta tanto sul campo quanto attraverso la programmazione degli interventi attuata dall’assessorato ai Servizi Sociali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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