
Il centro storico di Viterbo è imprigionato in un medioevo cyberpunk. Una roba brutta, brutta forte. Violenta come questa foto, uno schiaffio al bello, alla dignità e alla storia di una città. Macchine parcheggiate sull’ombellico della parte più antica del capoluogo della Tuscia. Messe lì, da appena dopo le 20, a insozzare lo sguardo del turista ma anche del cittadino.
E’ così che il gioiello, la parte più raffinata e unica della città dei papi, ossia San Pellegrino, diventa da vanto a emblema della cafonaggine di questi luoghi. Una città di gente incapace di capire le proprie ricchezze, di difenderle e valorizzarle. Chi si trova da queste parti di passaggio potrebbe farsi una strana idea sui viterbesi. Probabili esseri mitologici con “un culo” talmente pesante (probabilmente di piombo) da essere costretti a parcheggiare anche in un posto così magnifico per raggiungere le proprie abitazioni o qualche locale. “Devono avere seri problemi di locomozione “, potrebbe pensare l’incredulo turista. Oppure sono talmente sciocchi da non sapere quello che fanno, da non rendersi neanche conto.
Intanto le auto lasciano colare il loro olio sui lastroni di peperino della piazza e le foto di Viterbo che circolano per la rete sono dello stesso tenore di quella che pubblichiamo oggi noi. Non certo un gran servizio per la città. A Palazzo dei Priori lanciamo l’S.O.S.: “Fate presto, questo scempio non è più tollerabile”.


















