FATE PRESTO, QUESTO SCEMPIO NON E' PIU' TOLLERABILE
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Piazza San Pellegrino deve essere difesa. Con un ritardo di 10, 15, 20 anni rispetto ai centri storici delle principali città italiane, ma meglio tardi che mai. Vedere immagini come questa ha ogni giorno di più dell'incredibile.
Parcheggiare nel cuore di una città

Il centro storico di Viterbo è imprigionato in un medioevo cyberpunk. Una roba brutta, brutta forte. Violenta come questa foto, uno schiaffio al bello, alla dignità e alla storia di una città. Macchine parcheggiate sull’ombellico della parte più antica del capoluogo della Tuscia. Messe lì, da appena dopo le 20, a insozzare lo sguardo del turista ma anche del cittadino.

 

E’ così che il gioiello, la parte più raffinata e unica della città dei papi, ossia San Pellegrino, diventa da vanto a emblema della cafonaggine di questi luoghi. Una città di gente incapace di capire le proprie ricchezze, di difenderle e valorizzarle. Chi si trova da queste parti di passaggio potrebbe farsi una strana idea sui viterbesi. Probabili esseri mitologici con “un culo” talmente pesante (probabilmente di piombo) da essere costretti a parcheggiare anche in un posto così magnifico per raggiungere le proprie abitazioni o qualche locale.  “Devono avere seri problemi di locomozione “, potrebbe pensare l’incredulo turista. Oppure sono talmente sciocchi da non sapere quello che fanno, da non rendersi neanche conto.

 

Intanto le auto lasciano colare il loro olio sui lastroni di peperino della piazza e le foto di Viterbo che circolano per la rete sono dello stesso tenore di quella che pubblichiamo oggi noi. Non certo un gran servizio per la città. A Palazzo dei Priori lanciamo l’S.O.S.: “Fate presto, questo scempio non è più tollerabile”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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