"Farmacie comunali in perdita? Un caso da studiare, le uniche del continente"
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Le parole sono quelle del sindaco di Roma. A Viterbo invece che si fa? Si vuole davvero vendere la farmacia de La Quercia?

“Le nostre farmacie comunali sono un caso da studiare perché sono le uniche del continente in perdita. Credo sia inaccettabile”. Il sindaco interviene a gamba tesa sul tema delle farmacie comunali. Ma non il sindaco di Viterbo Michelini, ma quello di Roma Ignazio Marino che nel gennaio scorso a Radio Roma Capitale è andato giù duro contro una situazione che sa dell’incredibile e che ricorda, in grande (a Roma sono 47 le farmacie comunali, a Viterbo 2), la situazione della Città dei Papi: ovvero il rosso inspiegabile di settore che ovunque produce utili.

Ieri infatti vi abbiamo raccontato come in tutta Italia le farmacie comunali producano attivi per 150 milioni di euro e come solo il 10% di loro sia in passivo. Oggi vogliamo raccontarvi come a pochi chilometri da qui si cerchi di trovare una soluzione sostanziosa a una crisi ingiustificabile di una costola di Francigena Spa. Il buco della sola farmacia de La Quercia, secondo quanto riportato dal Corriere di Viterbo nei giorni scorsi (e per il quale attendiamo una conferma ufficiale), sarebbe di 500.000€. Una cifra enorme che lascia senza parole. “Dobbiamo assolutamente intervenire con una direzione molto chiara – ha proseguito Marino – non si può gestire il bene pubblico con sciatteria e peggio del bene privato. Questa cattiva gestione deve essere modificata e si deve voltare pagina“. Parole che vorremmo sentire dal sindaco di Viterbo.

Certo, Marino non è sinonimo di efficienza, questo è chiaro, ma possiamo anche andare oltre e arrivare in Romagna, a Ravenna, dove l’opposizione ha chiesto addirittura l’intervento della Corte dei Conti per un rosso in bilancio nelle farmacie comunali difficile da giustificare.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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