FareVerde denuncia: "L'ambiente della Tuscia è sotto attacco"
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Il presidente regionale dell'associazione chiede alla Provincia di bocciare l'impianto eolico tra Tuscania e Tarquinia

“La provincia di Viterbo è seriamente minacciata da una serie di progetti devastanti. La questione ambientale deve tornare al centro dell’agenda politica provinciale”. L’associazione ambientalista Fare Verde denuncia la concentrazione di impianti che si vorrebbero realizzare nella Tuscia, e che mettono a serio rischio l’ambiente, il territorio e la salute pubblica.

“Tra Canino e Montalto di Castro c’è il progetto di realizzare un impianto a biometano – dichiara il presidente regionale di Fare Verde, Silvano Olmi – strutture altamente pericolose e a rischio esplosione. Il 14 maggio a Canino si terrà un’assemblea cittadina dove sarà ribadita la ferma opposizione della popolazione. A Montefiascone vogliono realizzare un impianto di stoccaggio e condizionamento dei fanghi da depurazione che possono contenere metalli pesanti e inquinanti. Già la cittadinanza si è mobilitata e assieme all’amministrazione comunale ha detto un secco no al progetto”.

“Tra Tuscania e Tarquinia – spiega Olmi – vogliono impiantare degli ecomostri eolici, pale altissime che devasteranno il paesaggio e l’ambiente naturale, uno scempio denunciato nei giorni scorsi anche dal professor Vittorio Sgarbi. Il 5 maggio è stata convocata dalla Provincia di Viterbo la Conferenza dei servizi per esaminare e deliberare sulla proposta. In quella sede il Presidente della Provincia, nonché Sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, dia parere negativo a un progetto che già in passato è stato bocciato. Siamo al fianco del Sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci e alla Giunta da lui guidata, alla popolazione, ad Assotuscania e alle altre associazioni che si battono in difesa della nostra terra”.

“Se a questa terrificante serie di progetti – conclude Olmi – aggiungiamo la prevista costruzione di ben quattro dighe sul fiume Tevere e che, come denunciato recentemente dall’avvocato Vanessa Ranieri,  con una semplice comunicazione si possono conferire rifiuti speciali pericolosi nelle cave non in attività, allora la questione ambientale deve essere riportata immediatamente al centro della discussione politica provinciale e regionale”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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