Far west terme, la Regione scrive al Comune: “Intervieni sull’abusivismo della Masse”. Novità al pozzo San Valentino
Ispezione alle pozze
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La Regione ha iniziato a interessarsi veramente del termalismo viterbese e questa sembra essere una buona notizia. Una lettera inviata al Comune chiede allo stesso di mettere mano all'abusivismo delle Masse di San Sisto. Ieri sopralluogo della Regione anche al pozzo San Valentino.

Il termalismo viterbese è un dedalo che ha fatto perdere la possibilità di sviluppo di un comparto caratteristico della città nei corridoi dei tribunali e nelle prove di forza di pochi a danno di molti. La Regione Lazio però sembra essere determinata a metterci mano. Ieri in via Ascenzi numero 1 è arrivata una lettera da Roma, dove si fa il punto su quelle che sono le Masse di San Sisto (Cassia Sud) e si chiede di intervenire per stroncare quell’abusivismo a cielo aperto. 

Lì infatti si utilizza acqua che fuoriesce da un vecchio pozzo mal chiuso e non c’è alcuna concessione di sfruttamento del patrimonio minerario rilasciata. Quella di ieri è stata una giornata di novità anche per il Bullicame. E’ infatti arrivata, per fare visita al Pozzo San Valentino, l’ufficiale di Polizia Mineraria della Regione Lazio Patrizia Refrigeri. Con lei un consulente tecnico regionale. Ad accompagnarli il direttore della miniera del Bullicame Giuseppe Pagano. Scopo della visita verificare la situazione e dare l’autorizzazione all’inizio dei lavori di sistemazione della falla.

Falla, aperta durante alcuni lavori di ripulitura, e che di fatto ha svuotato il Bullicame. Era lo scorso 25 novembre e da quel momento in poi l’area, destinata al termalismo libero, è di fatto inutilizzabile. L’acqua è scesa di 40 centimetri rispetto al livello di sfioro e Palazzo dei Priori, per tamponare ha messo in funzione una pompa che tira su dalla profondità il prezioso liquido. Una soluzione che non si sta rivelando efficace.

La vasca che ospita il rospo smeraldino, autoctono di queste zone, è praticamente desertica. Le vasche per la balneazione sono invece fredde.

Poi ci sono gli altri fronti aperti in tribunale, con l’atteso pronunciamento del Consiglio di Stato sulla quantità d’acqua utilizzabile da Terme dei Papi. Il Tar li autorizza a prelevarne quanta ne occorre per il funzionamento dell’impianto (44 litri al secondo). Il Comune ha deliberato la riduzione a 22 litri al secondo. Decisione bloccata con il ricorso dei Sensi alle vie legali.

Infine la partita delle ex Terme Inps, con un bando che stenta a concretizzarsi. Anche qui tutto dipende da come finisce la partita su Terme dei Papi. Al momento infatti le ex Terme dei lavoratori non hanno un goccio d’acqua a disposizione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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