Faperdue vince un primo round contro la terribile rotonda a imbuto della Cassia Nord, installato un cartello
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VITERBO - Ringraziamo la sindaca Chiara Frontini, l’assessore Emanuele Aronne e il comandante della Polizia Municipale Mauro Vinciotti. Ricordiamo a tutti che la Rotonda a Imbuto è un’opera della precedente amministrazione comunale. 

di Giovanni Faperdue

VITERBO – LA PRIMA VITTORIA DEL PRESIDIO ALLA ROTONDA A IMBUTO
SAbato pomeriggio sulla Cassia Nord all’altezza dell’incrocio con Via Duilio Mainella è stato installato un nuovo cartello che ricorda di girare a sinistra per arrivare al Poggino, evitando la Rotonda a Imbuto.

Per aiutare i nostri lettori faccio un riepilogo della storia di questo mio presidio. Dopo circa tre anni di code e penitenze varie per tanti automobilisti di transito alla Rotonda adiacente il Cimitero di S. Lazzaro, con l’aiuto di un professionista ho messo sotto la lente di ingrandimento questo manufatto. A questo esame è subito risultato che la rotonda è strozzata, come un imbuto.

Mi spiego meglio facendo un esempio. Se io esco da Viterbo dalla Cassia, e voglio andare a prendere un caffè allo Chic, (che sarebbe la prima uscita), devo aspettare obbligatoriamente che chi mi precede entri nella rotonda. Quindi ingresso uno per volta in fila indiana, con il risultato di code e penitenze tutti i giorni.

Quando mi sono reso conto di questo grave difetto, ho chiesto di togliere le aiuole che delimitano la carreggiata strozzandola, ma mi è stato risposto che non si poteva fare. Allora il 12 giugno del 2023 ho messo in atto una protesta civile silenziosa, contro questo “errore” di progetto che pesa nelle tasche e nella qualità della vita di tutti i giorni, di chi passa da quella Rotonda (carburante, tempo prezioso di lavoro, rabbia malcelata).

A partire dal 12 giugno del 2023, fino al 17 aprile 2024 per 214 giorni, tutte le mattine dal lunedì al venerdì io ero lì e mostravo un cartello di protesta. In molti non si rendevano conto del perché della mia protesta, ma dopo che avevo risposto alle loro domande erano tutti ad applaudire questa mia iniziativa.

Sono andato a parlare con la sindaca Chiara Frontini e poi con l’assessore Emanuele Aronne. Entrambi mi hanno accolto bene. L’assessore Aronne mi ha mostrato il PUMS (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) che una volta attuato rende inoffensiva quella Rotonda a Imbuto, ma i tempi per l’attuazione non sono brevi. Allora in via provvisoria ho chiesto di riattivare la possibilità di girare a sinistra davanti all’uscita della superstrada, per agevolare l’ingresso alla zona Poggino.

Mi è stato risposto che non si può fare perché è pericoloso. A questo punto ho chiesto di mettere un cartello ben visibile sulla Cassia Nord all’incrocio con Via Duilio Mainella una indicazione per Zona Poggino. Oggi quel cartello è stato messo e devo dire che mi è molto piaciuto. Adesso ci affidiamo all’intelligenza di tutti gli automobilisti perché usino questa possibilità di girare a sinistra prima di entrare nella Rotonda a Imbuto e tornare indietro facendo quello che a Viterbo chiamano “il giro del bavoso”. Ringraziamo la sindaca Chiara Frontini, l’assessore Emanuele Aronne e il comandante della Polizia Municipale Mauro Vinciotti. Ricordiamo a tutti che la Rotonda a Imbuto è un’opera della precedente amministrazione comunale. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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